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Cronaca

Con un sistema ingegnoso carpivano i codici e rubavano le tessere bancomat: due francesi verso il processo, a segno almeno 24 colpi

Genova. Confondevano le vittime fingendo di avere un problema con lo sportello automatico del bancomat e riuscivano, con grande destrezza, ad appropriarsi delle tessere dei clienti (che fingevano di “aiutare” nel prelievo) riuscendo anche contemporaneamente a carpire e memorizzare in tempo reale le cinque cifre del pin. Poi, secondo l’accusa, si recavano in altri bancomat, ma spesso anche nello stesso sportello dove era avvenuto il furto, per incassare il denaro. Così fratello e sorella francesi, lui di 28 anni e lei di 21, accusati di aver compiuto 24 ‘colpi’ a Genova, Arenzano, Sestri Levante, Carrara ma anche a Torino e nel suo hinterland, erano stati identificati e arrestati dalla polizia e ora per loro il pm Federico Manotti ha chiesto il rinvio a giudizio.

Le contestazioni, per ogni episodio, sono il furto delle tessere, il loro utilizzo per prelevare i soldi, l’introduzione abusiva nel sistema informatico della banca e la frode informatica. Sia l’uomo sia la sorella, in certi casi avrebbero agito soli e la giovane anche insieme a una persona non identificata. Gli episodi risalgono al periodo tra l’estate e il novembre 2013. Le somme prelevate vanno, per ogni incasso, da un minimo di 220 a 1750 euro.

Quando i clienti del bancomat non vedevano uscire la tessera pensavano che ci fosse un guasto nel sistema e, spesso, si accorgevano dell’ammanco di denaro solo quando ricevevano l’estratto conto. La polizia del commissariato di San Fruttuoso, che ha compiuto le indagini coordinate dal pm Manotti,
è giunta all’identificazione dei due attraverso le telecamere esistenti presso ogni sportello bancomat. I due che risultato risiedere a Parigi, erano stati fermati nel novembre scorso a Milano dove pare avessero la loro base. L’uomo che avrebbe ammesso di aver effettuato i furti, e’ detenuto nel carcere di Marassi mentre la sorella in quello di Pontedecimo.

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