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CNA Costruzioni Liguria e Confartigianato Edilizia: verso una “Cassa edile” regionale e autonoma?

Liguria. Confartigianato Edilizia Liguria e CNA Costruzioni Liguria hanno fatto propri i principi contenuti nell’accordo sulla bilateralità siglato a Roma il 24 gennaio scorso, fra le parte sociali del settore dell’edilizia e chiedono con forza ad ANCE l’applicazione, in tutte le Casse edili liguri, dello Statuto Tipo. Un impegno assunto dall’Ance nel lontano 1998 e reiterato nel 2002 con specifiche intese siglate tra le parti sociali, impegno che, a distanza di ben 16 anni, è rimasto inevaso. Così, a fronte di un numero di Imprese Artigiane iscritte alle Casse edili di riferimento, che supera oramai di gran lunga quello delle imprese dell’industria, le Associazioni Artigiane non sono negli organismi che le governano e le rare presenze non sono a fronte di un riconoscimento chiaro di rappresentanza, ma per “concessioni” accordate di volta in volta a livello provinciale da Ance.

Nel corso degli anni, a più riprese, Confartigianato Edilizia Liguria e CNA Costruzioni Liguria hanno evidenziato la necessità di dar seguito agli accordi che oggi vengono posti come condizione essenziale, forte del rinnovo del CCNL dello scorso gennaio in cui, esplicitamente, i sindacati del lavoratori hanno sottoscritto la necessità di procedere al recepimento degli Statuti Tipo e non solo, nello stesso contratto di lavoro le parti sociali sottoscrivono che, in mancanza di recepimento nei sei mesi successivi alla firma dell’accordo sulla Bilateralità in questione, per risolvere il problema sarà possibile dar vita a nuove Casse Edili artigiane regionali o ad aderire a Casse Edili esistenti.

I tempi ormai sono molto stretti e il comparto edile dell’artigianato sta soffrendo in prima linea gli effetti della perdurante crisi economica e non è più disposto a sostenere l’evidente squilibrio e mancanza di rappresentatività del sistema di bilateralità nel settore edile, dove la maggior parte delle imprese non è rappresentata e subisce le decisioni di pochi. Se ne sono resi conto i sindacati dei lavoratori, che si sono fatti parte diligente per evitare il pericolo di fuga delle imprese artigiane dalle Casse edili provinciali.

I sei mesi contenuti nel contratto dell’artigianato per riuscire a realizzare a livello territoriale gli obiettivi sopracitati e che decorrono appunto dal 24 gennaio, potrebbero rivelarsi un termine massimo puramente orientativo, qualora non emergano chiari segnali della volontà di rispettare gli accordi nazionali da parte delle Casse edili provinciali.