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Chiavari, lunedì al via lavori per monumento commemorativo dedicato ad Arma Carabinieri

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Chiavari. Partiranno lunedì 7 aprile i lavori per la realizzazione e l’installazione di un monumento commemorativo in Piazza Caduti di Nassirya. Nel corso del prossimo mese di giugno ricorrerà infatti il duecentesimo anno dalla fondazione dell’Arma dei Carabinieri, di cui la citta di Chiavari ospita un Comando di Compagnia con giurisdizione su larga parte del territorio del Tigullio.
L’ intera comunità chiavarese ha sempre espresso il proprio vivo apprezzamento per l’azione quotidiana dell’Arma nell’azione di controllo e tutela dei cittadini, ricordando nello stesso tempo con fierezza, nella sua lunga storia, il sacrificio di tanti giovani carabinieri al servizio della Patria. La data della ricorrenza è il 5 giugno, giorno non festivo, motivo per il quale la cerimonia e l’inaugurazione del monumento avranno luogo in data 31 maggio.

Il Vicesindaco e Assessore ai Lavori Pubblici Sandro Garibaldi dichiara: “A seguito di alcuni incontri avvenuti col Comandante della Compagnia di Chiavari, al fine di una degna celebrazione della ricorrenza bicentenaria della fondazione, abbiamo ritenuto opportuno e doveroso progettare e realizzare un monumento commemorativo in una piazza cittadina, atto a ricordare nel tempo l’impegno ed il sacrificio dei militari dell’Arma: non a caso, per la localizzazione è stata scelta la Piazza dedicata ai Caduti di Nassirya, a memoria del tragico attentato del 12 novembre 2003 in cui persero la vita ben 12 militari dell’Arma al servizio delle pace. Il monumento sarà posizionato in maniera da risultare ben visibile, ma senza intralciare il traffico, quindi in assenza di effetti negativi sulla circolazione veicolare: tengo a sottolineare inoltre che nessun parcheggio attualmente esistente verrà eliminato, saranno tutti mantenuti, inclusi i parcheggi dedicati ai disabili”.

Per contenere i costi dell’opera, di circa 6.000 euro, l’Amministrazione ha deciso di affidare l’incarico per la progettazione ai funzionari tecnici interni che lavorano alla redazione del P.U.C. di Chiavari, segnatamente a Claudio Vaselli, che spiega: “Inizialmente la richiesta dell’Arma era quella di inserire un cippo commemorativo all’interno dell’aiuola esistente sita al centro della piazza. Abbiamo effettuato uno scrupoloso sopralluogo, che ha però evidenziato delle criticità poiché l’aiuola è di fatto circondata da parcheggi ed ha funzione di spartitraffico, perciò non è stata giudicata idonea, anche in previsione di un’eventuale riorganizzazione della veicolazione con l’inserimento di una rotonda. Per tali motivi abbiamo ritenuto che l’elemento commemorativo meritasse di essere posizionato in un luogo più idoneo, protetto e con una collocazione dedicata altrettanto visibile ma assai più dignitosa e, soprattutto definitiva e non temporanea e/o posticcia”.

Data l’importanza e il valore morale dell’opera l’Amministrazione, su suggerimento di Vaselli, ha pensato che la piazza dovesse possedere un vero monolite di altezza di circa 1,80 mt e non un semplice cippo che, nel tempo, potesse risultare poco visibile o comunque “sottotono” rispetto al contenuto che si vuole sottendere.

E’ stato individuato quindi un monolite lapideo che non sarà una lastra bensì un blocco in pietra spesso, massivo, a forma tronco – piramidale, da un lato sbozzato grossolanamente, quasi “strappato”, mentre dal lato opposto risulterà lineare, levigato liscio e pulito. Lo strappo, la frantumazione dentata, rappresenta il risultato simbolico di un’ aggressione alle istituzioni, di chi vuole intaccare e distruggere i corretti valori educativi e morali, del bene, della giustizia e della onestà. Questo strappo, questa frantumazione della pietra, rappresenta anche il risultato proprio di una esplosione e diventa quindi coerente con la denominazione propria della piazza Nassiriya.
“Questo oggetto lapideo a contrapposti gradi di finitura: ruvido – liscio; frantumato- tagliato
con un lato levigato e pulito, del monolite in pietra tipo serizzo formazza chiaro” – continua Vaselli – “vuole rappresentare per contro il senso del progettato, del preciso, l’azione anche qui dell’uomo che con il suo lavoro, con il suo ingegno, con la sua pazienza riesce a plasmare anche la pietra, che da grezza ed informe diventa geometrica e lucida.
Simbolicamente questa azione vuole rimandare alla linearità dell’agire, al fierocomportamento dell’arma, fatto di regole e di sacrificio che con l’angolo a destra acuminato e tagliente nella parte bassa del monolite, deve fare intendere che la base è solida, ben piazzata, come la base di una piramide (che nell’ambito della geometrica dei solidi) e simbolo per eccellenza della solidità, della impossibilità di essere ribaltata, qualsiasi azione esterna essa subisca”.