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Cronaca

Carasco: vandalismi agli escavatori nel cantiere per la scogliera sotto il ponte di Comorga

Genova. Furibondi e amareggiati. Il commissario della Provincia di Genova, Piero Fossati, sintetizza in queste due parole lo stato d’animo dei tecnici e degli operatori dell’ente “davanti allo scempio trovato in cantiere – dice – con due escavatori gravemente danneggiati, con i cavi elettrici delle batterie tranciati come le tubazioni di collegamento per gli oli idraulici e i serbatoi del gasolio prosciugati”.

Lo scenario è quello dell’alveo sotto il ponte di Comorga (vicino all’Ipercoop di Carasco) dove la Provincia sta impiegando tre mezzi per preparare la sistemazione di una scogliera di massi naturali a protezione della pila del ponte più vicina alla sponda destra.

“Nelle verifiche dei mesi scorsi, programmate per le continue e pesanti ondate di maltempo e sulla base delle segnalazioni ricevute dal nostro settore lavori pubblici – dice Piero Fossati – i tecnici avevano riscontrato un parziale scalzamento, in particolare della pila più vicina alla sponda destra del ponte di Comorga che per tale ragione durante gli ultimi allerta meteo, per motivi di sicurezza, era stato chiuso al transito al raggiungimento dei limiti di rischio delle piene, con le stesse modalità adottate dal Comune di Chiavari per il ponte della Maddalena”.

La Provincia, intanto, ha finanziato gli interventi per proteggere e rafforzare la pila con una scogliera di massi alla sua base e i lavori sono iniziati nei giorni scorsi, con tre escavatori nell’alveo del torrente per deviare i flussi dell’acqua verso la sponda sinistra e preparare una trincea alla base della pila da difendere dove sistemare poi i massi (ciascuno fra le 2,5 e le 3 tonnellate, per un peso complessivo della scogliera di 160 tonnellate). Lavori che, però, sono stati rallentati e ostacolati dai danneggiamenti ai mezzi meccanici.

“Abbiamo presentato denuncia ai Carabinieri – dice il commissario della Provincia – e abbiamo chiesto anche il loro supporto per la vigilanza del cantiere”. Fra le ipotesi si fa strada quella di un furto lasciato a metà perché dopo aver svuotato i serbatoi del carburante i ladri molto probabilmente avrebbero voluto portar via le batterie e gli oli idraulici, molto costosi, degli escavatori come dimostrerebbero i cavi elettrici e le tubazioni tranciate, ma qualcosa li ha disturbati e costretti ad abbandonare il campo. “Se riusciremo a completare tutte le riparazioni – dice Piero Fossati – riprenderemo già domani l’attività del cantiere, dove sta per iniziare l’arrivo dei massi”.

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