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Cronaca

Bomba a Principe, per l’ordigno polvere da sparo e timer “rudimentale”. Oggi vertice in Procura sulle indagini

Genova. Un ordigno “non particolarmente sofisticato”, confezionato con polvere da sparo, di quella comunemente usata nei fuochi d’artificio collegata a un timer rudimentale, la bomba esplosa lunedì pomeriggio davanti al commissariato di Pré. Sono i primi risultati delle indagini svolte da artificieri e dalla polizia scientifica sui frammenti della bomba. “Una sostanza altamente ossidante a base di clorati” c’è scritto nella relazione.

Il fascicolo per danneggiamento aggravato e porto di esplosivo è stato affidato al gruppo Criminalità organizzata. La scelta del procuratore capo Michele Di Lecce di non affidare il fascicolo a gruppo Terrorismo deriva anzitutto dall’assenza, almeno fino a questo momento, di una qualche forma di rivendicazione dell’attentato, oltre che dalle modalità dello stesso che non sembrano quadrare con le precedenti cosiddette “bombe anarchiche” esplose alcuni anni fa davanti ai commissariati di Prà e di Voltri. Ma gli inquirenti precisano: “Non tralasciamo nessuna pista”.

Intanto oggi pomeriggio si terrà un vertice in Procura con la Digos e la dirigente del commissariato di Pré Antonella Amato per fare il punto sulle indagini. Da una parte, infatti, la scientifica sta analizzando i frammenti ritrovati (il timer è andato quasi completamente distrutto, ma anche minuscoli pezzetti di metallo e legno), dall’altro la Digos sta analizzando frame per frame le telecamere del commissariato e gli altri sei dispositivi di video sorveglianza presenti nella zona a partire dal 23 aprile, quando per l’ultima volta la campana è stata svuotata, anche se per gli inquirenti chi ha messo l’ordigno, deve averlo collocato a ridosso dell’esplosine, qualche ora prima, al massimo durante la notte.

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