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Bimbo morto a Bargagli, in che modo il piccolo Mirò ha assunto il metadone? A giorni l’interrogatorio della madre

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Genova. Come il piccolo Mirò, il bimbo di soli due anni morto il 31 ottobre scorso in un’abitazione di Bargagli, ha assunto il metadone?

E’ questa la domanda alla quale la procura di Genova vuole trovare in fretta una risposta per capire come mai si sia arrivati a una simile tragedia. Il bimbo, che in un primo tempo si pensava fosse morto per meningite, ha bevuto per caso da una bottiglietta lasciata incustodita? Oppure è successo qualcos’altro?

La madre del bimbo è attualmente indagata insieme al compagno che era con lei quella sera per omicidio colposo “ma non si può escludere al momento che il reato possa essere quello di omicidio volontario” ha detto questa mattina il procuratore capo Michele Di Lecce.

La donna, 36 anni, sarà interrogata nei prossimi giorni dal pubblico ministero Alberto Lari insieme al suo compagno, da cui ha avuto un figlio che ora ha un anno e che venerdì gli è stato tolto per garantirne la sicurezza. Il figlio più grande vive con il padre naturale mentre il padre del piccolo morto a ottobre si era suicidato in carcere due anni fa.

Sia madre che il suo compagno avevano problemi di tossicodipendenza, che evidentemente non erano emersi dai primi riscontri. Da appurare anche se il metadone fosse stato prescritto dal Sert oppure sia stato acquistato, come spesso accade ai tossicodipendenti, sul mercato clandestino.