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Economia

Atp, i lavoratori rinunciano alle cause e firmano la transazione: niente pregresso, ma contratti integrativi “a tempo indeterminato”

Genova. Sono 305 i lavoratori di Atp che in questi giorni, supportati dagli avvocati Maria Grazia Gammarota e Manuela Dellepiane, stanno firmano di fronte al tribunale del lavoro la transazione giudiziale che pone fine alle cause avviate a fine novembre contro Atp responsabile di aver unilateralmente disdetto i contratti integrativi.

Una transazione con cui i lavoratori rinunciano al “pregresso”, ossia ai soldi che avrebbero ottenuto dal giudice se avessero finto le cause per le mensilità in cui il contratto integrativo non era stato applicato. “Di fatto – spiega Dellepiane – ci è stato ventilato che portare avanti le cause avrebbe portato al fallimento di Atp, quindi i lavoratori, hanno rinunciato a parte dei loro diritti perché l’azienda possa continuare a a fornire il servizio pubblico”. In cambio “a differenza di quello che era stato scritto nel verbale di accordo del 19 marzo firmato in Regione abbiamo ottenuto che i contratti integrativi siano ripristinati a tempo indeterminato”.

Per il resto la transazione richiama in toto l’accordo sindacale, sancito definitivamente dal referendum di una settimana fa: a partire dal 1 maggio i lavoratori riotterranno così il 70% del contratto integrativo arrivando di fatto al 94% dello stipendio che ricevevano fino a ottobre.

Fino a oggi hanno firmato 150 lavoratori, ne restano 155 che firmeranno nei prossimi giorni mentre entro domani l’azienda dovrà portare davanti al tribunale fallimentare di Genova il piano di rientro che, una volta omologato, potrà salvare definitivamente l’azienda di trasporto pubblico provinciale dal fallimento.

“Una clausola della transazione prevede – spiega Dellepiane – che in caso di mandata omologa – i lavoratori che lo vorranno potranno riprendere la causa con l’azienda”. Un’ ipotesi che a questo punto nessuno auspica. E rivendicano che l’accordo raggiunto con l’azienda “sia in larga parte frutto delle cause che abbiamo avviato a metà novembre, perché i sindacati – che non hanno appoggiato le cause legali – dicono che in sostanza l’accordo di marzo.