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Acqua, Gioia (UdC): “Sgravi fiscali e convenzioni con gli edili per eliminare gli sprechi della ‘bocca tassata’ ”

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Genova. “È auspicabile un tempestivo intervento, da troppo tempo rinviato, per porre fine, una volta per tutte, alla presenza del sistema a “bocca tassata o tarata” dai condomini genovesi eliminando inutili sprechi d’acqua con conseguente riduzione dei costi a carico degli utenti e un efficientamento del sistema idrico”. La proposta arriva da Alfonso Gioia, capogruppo UdC in Comune di Genova, che domani presenterà un’interrogazione urgente (art.54) all’assessore all’Ambiente Valeria Garotta per conoscere il numero preciso dei condomini che ancora sono sprovvisti di contatore.

“Le bocche tassate sono state installate fino agli anni Settanta – spiega Gioia – il sistema prevedeva l’inserimento all’interno dell’edificio di una vasca comune per le unità abitative che alimentava, a sua volta, i serbatoi posti nei singoli appartamenti. L’eccesso d’acqua dai vari serbatoi confluiva in una vasca condominiale per riserva e poi direttamente nelle fogne. Secondo quanto riferito dal gestore Mediterranea delle Acque, fino al 2011 nel solo Comune di Genova erano attive ancora più di 3mila bocche tassate, di cui 800 utenze intestate all’amministrazione stessa.

Secondo le associazioni degli amministratori condominiali, i contratti a forfait comportano una spesa smisurata che grava, inutilmente, sul condominio visto che distribuiscono un flusso costante e continuato di acqua previsto dal contratto, a prescindere da quanta se ne consuma. Quindi se uno stabile ne utilizza meno, quella che eccede va a finire, ancora pulita, direttamente nei tubi di scarico. In media un condominio con bocca tarata utilizza più di 5.200 metri cubi di acqua all’anno, mentre uno con il contatore ne utilizza in media solo meno di 2.300. In sostanza con le bocche tarate più della metà dell’acqua (2.900 mc) va completamente sprecata.

Uno spreco d’acqua di dimensioni rilevanti che pensiamo non sia più tollerabile anche alla luce delle tariffe, salatissime, che i genovesi sono obbligati a sobbarcarsi per il servizio idrico.

Non solo: vorrei ricordare che questa amministrazione comunale, sotto la guida Vincenzi prima e sotto l’attuale giunta Doria, si è sempre schierata in prima fila, almeno a parole, come tutrice dell’acqua bene comune, contro ogni forma di spreco dell’ “oro blu”. Per passare dalle parole ai fatti, sarebbe necessario che l’assessorato all’Ambiente iniziasse a proporre qualcosa di più concreto, che vada oltre gli sterili spot ideologici attuando azioni concrete a tutela dei cittadini.

In tal senso potrebbero essere introdotti incentivi, di natura fiscale, per i condomini virtuosi che vogliano dotarsi di un contatore e la stipula di convenzioni per i lavori edili con imprese del settore delle costruzioni, come previsto anche dalla legge regionale del 1991 sull’emergenza idrica”.