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Un obiettivo da 500mila euro. La “Causa Giusta”: Regione Liguria, Acli e Arcidiocesi di Genova contro crisi e povertà

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Genova. Crisi che non passa e reddito che non c’è più o che diminuisce sensibilmente. Le cifre non raccontano tutto, ma certo riescono a dipingere un quadro difficilissimo. Dal 2008 in Liguria la sola Provincia di Genova ha bruciato 1 miliardo dei 22 che rappresentano il valore complessivo della ricchezza del capoluogo. Nel periodo 2008-2011 da fonte Bankitalia le famiglie liguri hanno subito una diminuzione del 2,9% del reddito disponibile. A marzo 2013, secondo stime del sindacato CGIL, i lavoratori disoccupati ed inoccupati risultavano essere 117.000, di cui 61.000 a Genova. In pratica in Provincia di Genova 1 cittadino su 4 è a rischio povertà e sono oltre 200.000 le persone a rischio indigenza.

Regione Liguria, Caritas Diocesana-Arcidiocesi di Genova e ACLI lanciano oggi una campagna di raccolta fondi contro la povertà. La “Causa giusta”: è questo lo slogan individuato per sollecitare cittadini e aziende a fare donazioni alle due associazioni promotrici con il sostegno della Regione. Sarà possibile donare sul conto corrente bancario IBAN IT 19FO501801400000000146676 intestato a ACLI liguria presso la Banca Etica di Genova o sul conto corrente dell’Arcidiocesi di Genova Caritas Diocesana IBAN IT81F0617501400000003364480 presso Banca Carige con la causale “La causa giusta”.

L’operazione prende il via ufficialmente oggi sull’intero territorio regionale e proseguirà fino alla fine del 2014 nel tentativo di sostenere e alimentare un fondo finanziario almeno del valore di 500.000 euro, grazie alla partecipazione e al contributo della grande e piccola-media impresa della Liguria, del mondo del lavoro e dell’intera popolazione.

“Il momento di grande difficoltà e di crisi, i bisogni crescenti e le limitate risorse pubbliche – ha spiegato l’assessore al Welfare Lorena Rambaudi – ci spingono a progettare un welfare di comunità che collega il lavoro all’interno delle istituzioni, crea un’alleanza con il privato sociale e integra risorse pubbliche e private. In quest’ottica anche il singolo cittadino che ha un po’ di piu’ puo’ decidere di aiutare chi ha meno, con la sicurezza e la consapevolezza di come verrà finalizzato il suo contributo. Il contrasto alla povertà in questo momento è una priorità del Paese e lavorare in questa direzione è la causa giusta”.

Si tratta del primo esempio a livello nazionale di stretta collaborazione tra pubblico e privato nell’organizzazione di campagne di raccolta fondi con cui si potranno sostenere progetti contro la povertà, sulla base delle risorse raccolte. Ad esempio questa campagna consentirà di ristrutturare una ventina di appartamenti di proprietà di ARTE, l’azienda regionale territoriale edilizia, che saranno messi a disposizione dalla Regione Liguria, per un valore stimato degli immobili di 4 milioni. Gli immobili saranno assegnati, anche in modo transitorio e a rotazione, sulla base di un intervento di social-housing rivolto a persone in condizioni di povertà economica o con problemi di residenzialità o in particolari condizioni di fragilità, anziani soli, disabili fisici o psichici, donne vittime di episodi di violenza domestica. Accanto all’operazione di co-housing è prevista anche l’assegnazione di specifiche borse lavoro da parte della Caritas Diocesana e delle ACLI per inserire soggetti fragili in un percorso di inserimento lavorativo.

“L’emergenza abitativa della nostra regione – spiega Giovanni Boitano, assessore alle politiche abitative della Regione Liguria – è strettamente legata alla fragilità economica in cui stanno incorrendo molte famiglie a causa della crisi e della conseguente contrazione del mercato del lavoro. E quando diminuisce il reddito disponibile aumenta il rischio povertà e indigenza”.