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Tasi, i piccoli proprietari scrivono a Doria: “No ad aliquota massima, sì ad agevolazioni per chi affitta a canone concordato”

centro storico tetti

Genova. I piccoli proprietari scrivono al sindaco di Genova Marco Doria che deve deliberare a breve le aliquote relative alla Tasi per le diverse categorie di immobili, a cui si aggiunge l’IMU per quelli non destinati ad abitazione principale. “Le chiediamo – dicono – nell’esercizio di questa responsabilità, un’attenzione particolare agli immobili destinati all’affitto e, in particolare, a quelli affittati a canone concordato. Il funzionamento del mercato privato delle locazioni è un fatto sociale e come tale, crediamo, interpelli direttamente la sua Amministrazione che sarà tanto più impegnata ad affrontare i problemi connessi al disagio abitativo quanto maggiori saranno le difficoltà del mercato dell’affitto”.

“Vorremmo segnalarle che un numero sempre maggiore di piccoli proprietari di immobili è fortemente tentato (o ha giá provveduto) a ritirare il proprio immobile dal mercato della locazione. L’affitto sta diventando il più rischioso degli investimenti in ragione dell’altissimo livello di morosità raggiunto”.

Inoltre “il peso fiscale – scrivono i piccoli priprietari – ha eroso moltissimo i margini di convenienza; se si sommano: la riduzione di due terzi della possibilità di dedurre le spese di manutenzione e il peso di Imu e (oggi) Tasi calcolate su rendite altamente rivalutate ci si rende ben conto di quanto l’investimento in immobili da affittare renda effettivamente. Giova ricordare che in regime ICI l’aliquota applicata dal Comune di Genova per il contratto concordato era fissata allo 0,2%, passata poi in regime IMU allo 0,85% per l’anno 2013, a fronte di un’aliquota pari all’1,06 % per quanto riguarda il contratto libero”.

“Riteniamo necessario un segnale forte da parte della sua Amministrazione per la difesa e la valorizzazione di questa forma contrattuale, che garantisca una maggiore progressività dell’imposizione fiscale, in linea con quanto approvato ieri in Consiglio dei Ministri all’interno dei
provvedimenti del “Piano Casa”, dove l’aliquota della cedolare secca per il contratto concordato è stata abbassata al 10%, rispetto al 21% del contratto libero”.

Per questo l’Asppi chiede a Tursi di utilizzare al meglio i margini di flessibilità che la fissazione delle aliquote consente.

In particolare i piccoli proprietari chiedono “la rinuncia ad applicare l’aliquota massima consentita per gli immobili destinati all’affitto; l’adozione di aliquote significativamente agevolate per gli immobili affittati a canone concordato”.

“In quest’ultimo caso – dice il vice presidente Valentina Pierobon – vorremmo sottolineare come la rinuncia ad applicare un canone di mercato da parte del proprietario costituisca un fatto di grande rilevanza sociale, che consente ad una fascia significativa di inquilini di accedere al mercato dell’affitto senza dover ricercare soluzioni
assistenziali da parte del pubblico. Soluzioni che sarebbero certamente molto più gravose per la collettività di quanto non lo sia agevolare in modo concreto e significativo questa forma contrattuale.

Per ASPPI di GENOVA
Il Vice – Presidente
Valentina Pierobon

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