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Stoppani, Piredda: “Molinetto non diventi la discarica dei misteri”

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Cogoleto. La consigliera regionale del gruppo misto Maruska Piredda ha depositato un’interrogazione urgente all’assessore all’Ambiente per avere chiarimenti sulla riattivazione della discarica di Molinetto e sui tempi della messa in sicurezza del sito. “Prematuro parlare di progetti di riqualificazione. La priorità è sapere quando l’area non sarà più un rischio potenziale per l’ambiente circostante”

“Se non vogliamo correre il rischio di illudere, vanamente, i cittadini che abitano in una zona fortemente deturpata da 60 anni di attività da un’industria tra le più inquinanti d’Europa, penso sarebbe opportuno dare risposte certe su quanto oggi è più urgente: quando e come il sito sarà definitivamente messo in sicurezza e quindi quando smetterà, una volta per tutte, di inquinare l’ambiente circostante. Da quello che risulta nei rapporti del dipartimento regionale all’Ambiente, fino al 1982 le terre esauste, con un contenuto di cromo esavalente superiore ai 100 ppm, venivano depositate sulla spiaggia. Purtroppo, anche dopo la chiusura definitiva della produzione industriale e il commissariamento della gestione dell’ex Stoppani, i veleni dell’industria, sebbene ormai inattiva, non hanno smesso di inquinare. Sono state messe agli atti della Procura di Genova, testimonianze che accertano anche l’occasionale, ma ripetuta, chiusura dei pozzi di emungimento che avrebbero dovuto funzionare senza interruzione proprio per evitare sversamenti di acque inquinate in superficie e in mare”.

“Ricordo che, fino al 2012 – spiega Piredda- sono stati spesi circa 40 milioni di euro: non ancora sufficienti per la definitiva messa in sicurezza per cui sarebbero necessari ulteriori 25 milioni, 15 solo per concludere interventi prioritari come lo smantellamento e la decontaminazione degli edifici e la messa a norma della discarica di Molinetto dove conferire parte dei rifiuti.

“Proprio la discarica, che nel 2012 è stata messa sotto esame dalla Ue, costituisce un capitolo a sé in questa annosa vicenda. Ancora oggi risulta inattiva, nonostante l’Europa, sotto la minaccia di sanzioni, abbia in essa individuato il sito prioritario per lo smaltimento dei materiali ex Stoppani. Non è ancora stato chiarito come mai negli anni si sia preferito portare in varie parti d’Europa il materiale inquinante, anziché smaltirlo a due passi dal sito. Inoltre i costi per il ripristino sono lievitati dai 140mila euro preventivati nel 2006, ai 2,5 milioni del 2012 fino agli attuali 8,5. Alla luce delle ultime notizie sul probabile conferimento proprio al Molinetto di rifiuti pericolosi anche da altri siti industriali, sarebbe legittimo chiarire come mai una discarica fino a ieri ritenuta insufficiente per stoccare i rifiuti della Stoppani sia diventata oggi così capiente e sicura da essere aperta ai rifiuti di altre industrie. Nono solo: come si pensa di far convivere un centro sportivo o un centro per i grandi cetacei con una discarica di rifiuti pericolosi?”.

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