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Cronaca

Sori, l’incredibile storia dello scuolabus: orari incerti, bambini multati e lasciati soli alle fermate

pioggia, scuolabus

Sori. I problemi del trasporto pubblico locale sono all’ordine del giorno. I soldi in cassa sono pochi e i comuni sono in difficoltà. Il grido d’allarme che arriva da Sori è più specifico e in generale più grave, perchè riguarda lo scuolabus.

Questa volta si fa carico della denuncia la professore Antonella Tomasi, attraverso una lettera accorata e circonstanziata.

“Come insegnante che lavora su due plessi dello stesso Istituto Comprensivo, mi sento di segnalare che il servizio di trasporto scolastico dei tre plessi dell’I.C. Bogliasco Pieve Sori non può continuare ad essere così diverso per gli studenti che, pur vivendo in tre comuni diversi, frequentano la stessa scuola”.

“Gli alunni del plesso di Bogliasco – continua la lettera – usufruiscono di un servizio scuolabus dedicato, così come quelli di Pieve. Gli alunni del plesso di Sori utilizzano, invece, un trasporto promiscuo A.T.P. Dopo anni di servizio ben organizzato, fornito dalla stessa azienda locale che serve gli altri comuni limitrofi, il comune di Sori ha appaltato A.T.P. con disappunto di molti genitori”.

“Diversi bambini, anche di prima elementare, sono stati abbandonati alle fermate dello scuolabus senza alcun adulto, più volte sono cambiati gli orari delle corse senza che i genitori fossero informati, i bambini viaggiano, quotidianamente, insieme a sconosciuti, gli autisti non vengono istruiti quando si trovano a sostituire colleghi assenti; lo scorso anno sono stati addirittura multati alcuni bimbi, dai controllori, perché non avevano con sè il tesserino (ma i rapporti di pagamento sono tra famiglie e comune, perché l’A.T.P. si permette di fermare dei minori umiliandoli come se fossero evasori?).
Inoltre gli studenti di Bogliasco usufruiscono dei pulmini per tutte le uscite didattiche mentre quelli di Sori devono pagarsi, profumatamente, qualunque spostamento.

Questa disparità di trattamento, nello stesso istituto, deve essere superata con un appalto che non discrimini nessuno”.

Il giornale, al solito, rimane aperto alla versione di A.T.P. ma è chiaro che questa storia con una fonte così autorevole come la professoressa Antonella Tomasi lascia interdetti.

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