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Sentinelle in piedi: ieri sera tre veglie di protesta in Liguria

Liguria. Oltre trecento persone hanno partecipato ieri sera, nonostante la pioggia battente, alle tre veglie delle “Sentinelle in Piedi” tenutesi in Liguria per la libertà e la famiglia. Le manifestazioni si oppongono all’imposizione dell’ideologia del gender e al reato d’opinione introdotto dalla proposta di legge Scalfarotto. Centottanta persone hanno vegliato alla Spezia, in Piazzetta del Bastione, oltre sessanta in Piazza Roma a Imperia e altrettanti in Piazza Mazzini a Chiavari, dove i partecipanti si sono distribuiti anche lungo il Caruggio Dritto, senza occupare i portici, onde permettere il passaggio al coperto.

In piedi, disposti a scacchiera a circa un metro l’uno dall’altro, con un lumino acceso posto ai loro piedi, le sentinelle hanno vegliato in silenzio, con l’ombrello in mano, leggendo un libro. Molti i giovani presenti, specie alla Spezia, e le famiglie. Nessun simbolo né vessillo era ammesso, dato che le veglie sono apartitiche e aconfessionali, a sottolineare il fatto che la proposta è per tutti. Molti passanti si sono fermati, sorpresi dall’originalità e bellezza della manifestazione, e hanno chiesto informazioni, rimanendo colpiti dai pericoli legati all’ideologia del gender e alla limitazione della libertà di opinione.

“Anche in Italia – ha detto il portavoce alla Spezia – stiamo assistendo a una penetrazione dell’ideologia gender nel mondo dell’educazione, senza che siano informati e consultati i primi responsabili: genitori, famiglie, insegnanti. Il tutto viene portato avanti anche mediante disegni di legge atti ad additare come “omofobo” chiunque sostenga una posizione diversa, per esempio sul matrimonio. Noi testimoniamo pacificamente per la libertà e la famiglia, contro la legge Scalfarotto, che con l’etichetta di omofobo rischia di zittire, pena il carcere, ogni opinione contraria all’ideologia del gender. Ad esempio, può rischiare il carcere chi afferma che ogni bambino ha diritto di crescere in una famiglia con un padre e una madre; che il matrimonio (che ha la parola “madre” nella radice) sia solo tra un uomo e una donna; chi si oppone alla propaganda dell’ideologia gender nelle scuole di ogni ordine e grado; chi si oppone a una modulistica che sostituisce i termini “padre” e “madre” con “genitore 1” e “genitore 2”. Noi non riteniamo giusto che chi affermi pubblicamente queste cose rischi il carcere. La nostra testimonianza pubblica è per la libertà, di tutti”.

“Occorre combattere ogni forma di violenza ed educare all’accoglienza di ogni persona. Ma, ora, sotto la dicitura di lotta alla discriminazione e al bullismo si vuole imporre, a tutti, a partire dalle scuole dell’infanzia, la teoria del gender e nuove forme di famiglia. Un articolo dell’Huffington Post di questa settimana parla delle Sentinelle in Piedi come di “persone omofobe e transfobe che non vogliono cedere al cambiamento sociale in atto sempre più visibile e evidente”. Se oggi si viene accusati di omofobia soltanto stando in silenzio nelle piazze per manifestare il dissenso verso un provvedimento legislativo, cosa accadrà se la legge entrerà in vigore?”.

Poi, per un’ora, le sentinelle sono state in silenzio, in piedi, con l’ombrello in mano, a leggere un libro, al freddo della sera. Una testimonianza pubblica che ha coinvolto notevolmente i partecipanti e sorpreso i passanti. Il prossimo appuntamento delle Sentinelle in Piedi è la veglia di sabato 29 marzo, alle 18, in Piazza De Ferrari a Genova.