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Sampdoria-Fiorentina: le nostre pagelle

Stadio Luigi Ferraris. Tante piccole occasione per la Sampdoria, una sola ma gigantesca per la Fiorentina. La partita del Ferraris si incarta sullo 0-0 con Mihajlovic che viene espulso nel finale per proteste. Tutti sufficienti, persino Berardi rispolverato dopo mesi causa squalifica di Regini. Stecca solo Eder.

Da Costa 6: ogni volta che c’è da azzardare un’uscita sembra incerto sul da farsi, per il resto è giornata serena. Le conclusioni viola sono tutte fuori bersaglio, quelle che centrano lo specchio o sono innocue o respinte da Mustafi o disinnescate dalla traversa. Supportato.

De Silvestri 6,5: la Sampdoria, orfana sulla sinistra di Regini, gioca prevalentemente sulla destra. L’ex della gara si carica la responsabilità sulle spalle e, soprattutto nella prima frazione, si concede una discesa dietro l’altra. Tomovic patisce i suoi dribbling. Il pallone che offre a Eder chiede solo di essere sbattuto in porta. Spavaldo.

Mustafi 6,5: Matri non è certo nel momento migliore della sua carriera ma contro il difensore blucerchiato, ormai, non è facile per nessuno. Senso della posizione, sempre puntuale nell’anticipo e sereno nel far ripartire la manovra della squadra. Ed è bravo anche nelle vesti di portiere aggiunto su Cuadrado e Borja Valero. Muro.

Gastaldello 6: con un Mustafi in versione muraglia gli resta poco di cui preoccuparsi. Il capitano tiene a bada Mati Fernandez e Ilicic senza doversi impegnare nemmeno troppo. Infortunato lascia la contesa prima del triplice fischio. Applaudito. Dal 30’st Fornasier sv: giusto una comparsata. Gettone di presenza.

Berardi 6: Regini squalificato, Costa malconcio, sulla sinistra tocca a lui. Si ritrova fra i piedi Cuadrado – un proiettile che però gli scappa una volta soltanto – e Mati Fernandez ma le gambe non gli tremano. Nemmeno il giallo, rimediato nel primo tempo, lo intimorisce. Pronto.

Palombo 6,5: tra i compiti di giornata c’è quello di controllare a vista Borja Valero; lo spagnolo è tra i centrocampisti più imprevedibile della Serie A. Il numero 17 non gli concede spazio e la Fiorentina fatica a creare. Le responsabilità lo esaltano. Leader.

Krsticic 6: con Palombo forma la cerniera a protezione del pacchetto arretrato. A lui tocca Aquilani, lo marca a tutto campo. Lavoro oscuro quanto prezioso. Sbaglia poco o nulla. Mastino. Dal 36’st Renan sv: questa volta non riesce a innescare il mancino, troppo poco tempo a disposizione. Comparsa.

Gabbiadini 6: partita onesta ma dall’ex del Bologna ci si aspetta sempre un qualcosa in più, “colpa” di quel mancino capace di tocchi magici. Contro la Fiorentina cerca il bersaglio solo dalla distanza o sui calci piazzati ma senza fortuna. Prezioso il suo lavoro in fase di copertura. Sacrificio.

Soriano 6: un’altra buona prova per il giocatore rilanciato da Mihajlovic. Il serbo ha visto giusto, il ragazzo ha i numeri. Farsi beffa della difesa viola non è però roba da poco. Buono il fraseggio con i compagni del reparto offensivo ma tra Neto e imprecisioni varie il Doria non sfonda. Guizzante.

Eder 5: quanti errori, non sono da lui. Si divora il vantaggio a una manciata di minuti dal calcio d’inizio, non trova i compagni in più di un’occasione, si lascia cadere con troppa facilità e al fianco di Cuadrado sembra pure uno che corre a velocità normale. In poche circostanze si ricorda di essere Eder con dribbling e accelerazioni. Incostante.

Maxi Lopez 6,5: e pensare che a Catania, fanalino di coda della Serie A, faticava a trovare spazio. In blucerchiato è risorto. È combattivo e sempre lucido, cerca la giocata più intelligente anche quando lo braccano in tre. Merita il gol, Neto gli nega la gioia. Gigante. Dal 22’st Okaka 6: si guadagna qualche buon fallo dal limite, ha voglia di essere decisivo ancora una volta ma non riesce mai a liberarsi per il tiro. Rimedia un giallo. Aggressivo.