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Economia

Riparazioni navali tra difficoltà e futuro. Doria: “Imprenditori protagonisti nella progettazione degli spazi”

Genova. Un faccia a faccia con gli imprenditori dell’area riparazioni navali del porto di Genova, con i lavoratori e con il presidente dell’autorità portuale Luigi Merlo per tentare di fare squadra e rilanciare un settore in difficoltà. Marco Doria ha dedicato un’intera mattinata a visitare cantieri, officine, bacini di carenaggio per toccare con mano gli spazi e ascoltare le esigenze di chi di porto vive e lavora.

“E’ stato un modo di sottolineare – ha detto il sindaco al termine della visita – quanto il mondo delle riparazioni navali sia fondamentale a Genova nella sua storia nel suo presente e nel suo futuro”. Doria è anche intervnuto nel dibattito sul futuro delle aree: “Il percorso di progettazione dell’uso degli spazi deve avere come assoluti protagonisti gli imprenditori del settore. Non ci può essere nessuna idea di utilizzo di questi spazi senza partire da loro”. E rispetto al progetto del tunnel subportuale ha precisato: ““Il tunnel sotto il porto, che è un’opera di grande viabilità urbana e cittadina, deve essere compatibile con il ridisegno dell’area. Non potrei mai sostenere un progetto di tunnel sotto il porto che non fosse compatibile con il ridisegno di quell’area”.

Soddisfatti anche gli imprenditori: “E’ stato un primo incontro di carattere generale, ma da qui partiremo per entrare nel concreto” ha spiegato Bruno Guglielmini responsabile del settore porto di Confindustria.

“Come imprenditori abbiamo detto che siamo disponibili ad investire. Ormai il mercato richiede un’organizzazione produttiva integrata. Un cantiere cioè che deve confrontarsi con la competizione internazionale deve aver a disposizione oltre che l’officina anche il bacino di carenaggio”.

Uno dei temi centrali è quello della privatizzazione dei bacini: “Questo è un modello che esiste in tutto il mondo, mentre a Genova siamo un passo in dietro nel senso che il sistema prevede che i bacini di carenaggio siano gestiti in un regime semipubblico per cui ciascun cantiere che necessità di un bacino, non ha la certezza di poter contare e programmare l’utilizzo di un bacino”.

La seconda esigenza, non nuova per gli imprenditori dell’area e quella dello spostamento di yacht club e circoli da molo Giano per allargare l’area delle riparazioni: “Il comparto delle riparazioni navali deve poter contare su un territorio che non è condizionato dalla presenza di realtà diverse. Il riferimento è ai circoli, dallo yacht club alla Lega navale, che hanno una storia da conservare e tutto il diritto di proseguire le loro attività, ma noi chiediamo una razionalizzazione e che a queste realtà venga trovata una collocazione idonea per perseguire i propri fini così come noi dobbiamo perseguire i nostri”.

Anche i lavoratori, che avevano invitato il sindaco e che lunedì pomeriggio saranno in Confidustria per discutere del contratto, sono soddisfatti della giornata: ” Il settore delle riparazioni navali è un settore storico e importantissimo per la città, che occupa circa 1400 dipendenti diretti suddivisi in 76 aziende e che oggi si trova in difficoltà” spiega Federico Pezzoli della Fiom Cgil.

“Siamo molto contenti dell’incontro di oggi perché tutti i protagonisti di questo mondo si sono parlati e per rilanciare il settore bisogna fare squadra. Il sindaco, oltre alla sua solidarietà ci ha detto che si impegnerà per il rilancio, a partire dal bacino numero 4 che se adeguato e ampliato ci permetterà di accogliere le navi che diventano sempre più grandi”.

Intanto “E’ quasi ufficiale che la Costa concordia potrebbe arrivare a Genova, questo è molto importante perché non solo darebbe lavoro per due anni a circa 300 persone ma consentirebbe a Genova di specializzarsi anche nel settore della demolizione”