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Economia

Riforme Governo Renzi e il Confartigianato ligure, il punto del Presidente Grasso

giancarlo grassi confartigianato

Genova. Il Presidente Matteo Renzi propone rinforma, le annuncia, le spiega e le associazioni di categoria cercano di capire quanto benne facciano.

Dopo le critiche di Confindustria arrivano perciò anche le riflessioni di Confartigianato Liguria. E’ lo stesso Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria a parlare: “Non perdiamo l’occasione di cambiare l’Italia e diamo più sostegno alle imprese. Un errore escludere i lavoratori autonomi da riduzione Irpef e cerchiamo di porre un freno ai costi e ai vincoli che bloccano le assunzioni”.

L’attenzione è dunque rivolta alle micro e piccole imprese, a partire dall’accesso al credito (-5% in Liguria nel 2013).

Proprio per ridurre il cuneo fiscale (un macigno che pesa per il 49% sul costo del lavoro), tra le proposte c’è la diminuzione dell’Irap del 10%. Il gettito dell’imposta deriva in gran parte dal settore manifatturiero (24,4%), dalle attività finanziarie e assicurative (15%), dal commercio e autoriparazione (14,7%) e per il 7% dalle costruzioni (interessate, queste, anche dallo sblocco del piano casa, che dovrebbe incentivare una risalita del comparto dopo il tracollo occupazionale che, solo in Liguria, ha toccato il -4%).

Un alleggerimento del carico fiscale da cui però non trarrebbero beneficio le piccole imprese senza dipendenti: oltre 36.800 in Liguria e circa 3 milioni in Italia (il 69,4%).

“Non possiamo correre il rischio – spiega Grasso – di perdere l’occasione concreta di cambiare il nostro paese, dando più sostegno alle micro imprese artigiane che rappresentano il vero motore dell’economia. Per questo riteniamo che sia un errore escludere i lavoratori autonomi dalla riduzione Irpef, così come il non istituire meccanismi automatici per la compensazione diretta tra debiti e crediti sul tema dei pagamenti della Pa”.

Nel 2013 in Liguria le chiusure delle imprese individuali sono state oltre 4 mila, a fronte di 2.600 nuove aperture. Tra le proposte di Confartigianato ci sono anche l’innalzamento della franchigia Irap e il dimezzamento immediato dell’aliquota Imu sugli immobili strumentali delle imprese, con l’obiettivo di una totale esclusione, e interventi per dare nuovo impulso al credito, attraverso il rafforzamento dei Confidi e modalità semplificate di accesso al Fondo di Garanzia.

Sul tema dei pagamenti della Pubblica amministrazione alle imprese, Confartigianato chiede lo sblocco definitivo e rapido dei debiti, istituendo meccanismi per smaltire quelli pregressi anche attraverso la compensazione diretta tra debiti e crediti e impedire il ripetersi dell’accumulo di risorse non erogate.

Inoltre considera necessario rivedere il Patto di stabilità interno, nell’ottica di un superamento dei vincoli per le amministrazione virtuose. Sul fronte di costi energetici e tracciabilità dei rifiuti, invece, si chiede, rispettivamente, sostegno per l’uso di fonti alternative e la sostituzione del Sistri con un sistema più efficiente e meno oneroso dal punto di vista degli adempimenti.