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Economia

Porto di Genova, Pellerano: “Dati Eurostat inverosimili, anche la Regione si faccia sentire”

pellerano

Regione. “Un errore grave che può penalizzare il porto di Genova e avere serie conseguenze sull’andamento del mercato. Occorre che venga fatta chiarezza”, dichiara Lorenzo Pellerano, consigliere regionale della Lista Biasotti, che intervene in merito all’apparente errore compiuto da Eurostat, l’Ufficio Statistico dell’Unione Europea, che nella classifica dei principali porti europei colloca il porto di Genova al 16° posto, con un traffico nel 2012 di 1,5 milioni di container.

“Un dato questo – dice Pellerano – smentito con fermezza dal presidente dell’Autorità Portuale di Genova Luigi Merlo che, anzi, ha rimarcato come nel 2012 il porto di Genova abbia ottenuto il suo record storico nella movimentazione dei container superando i 2 milioni. Questa differenza di mezzo milione di teu lascia interdetti e necessita di una spiegazione. A fronte della smentita di Merlo i numeri forniti da Eurostat pongono seri dubbi sull’attendibilità e affidabilità di uno studio che forse si basa su dati sbagliati e può influire negativamente sull’immagine del porto genovese e di altri scali italiani. E’ chiaro però che per Genova la questione statistica non è che l’ultimo dei nodi da sciogliere e non si porrebbe neppure se lo scalo esprimesse a pieno le sue potenzialità. La competitività è legata anche, e soprattutto, alle infrastrutture – ferrovie, strade, autostrade, retroporti, logistica, dogane etc.- che devono essere in grado di rispondere all’evoluzione del trasporto, garantendo un’efficienza di sistema che consenta di far transitare la merce nel minor tempo possibile. Il porto è strangolato da decenni di discussioni ideologiche sul tema delle infrastrutture e dalla lentezza di una politica genovese che non sa prendere decisioni definitive.

Occorre poi una più efficiente ripartizione tra i porti italiani delle risorse e dei trasferimenti, tale da indirizzare gli investimenti là dove i traffici ci sono, superando il sistema dei “finanziamenti a pioggia”. Questo però non basta: il porto di Genova scalerà la graduatoria di Eurostat se saprà potenziare il trasporto su ferro – penso ai colli di bottiglia a Voltri e a Sampierdarena – e garantire maggiori servizi all’autotrasporto, realizzando, ad esempio, l’autoparco. Occorre poi porre le condizioni affinché terminalisti e operatori della logistica possano investire in tempi rapidi riducendo e velocizzando gli adempimenti burocratici.

Sono questi gli obiettivi che il porto di Genova – inteso come grande comunità dell’economia del mare – deve perseguire per competere nel Mediterraneo ed in Europa; i margini di crescita sono enormi. Contestualmente all’impegno a far crescere i numeri rimane la pretesa che le classifiche di Eurostat siano veritiere, in quanto destinate ad avere un forte impatto d’immagine nel mondo globalizzato dello shipping: è necessario che siano redatte sulla base di dati statistici veritieri e rispondenti alla reale movimentazione di container, merci varie e rinfuse, etc. Per questo motivo ho presentato un ordine del giorno in cui chiedo alla Regione Liguria di attivarsi, direttamente o attraverso il Governo, presso Eurostat affinché vengano chiariti i criteri di redazione della graduatoria e venga immediatamente corretto ogni eventuale errore”.