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Morì per la puntura di un calabrone: nessuna responsabilità dei soccorritori, pm chiede l’archiviazione foto

Genova. Nessun omicidio colposo per la morte di Andrea Donati, l’ex rugbista di 46 anni deceduto nell’agosto scorso in via Sestri per uno choc anafilattico determinato dalla puntura di un calabrone. Il pm Federico Manotti ha infatti chiesto l’archiviazione del fascicolo contro ignoti.

Non sarebbe stato rilevato infatti alcun profilo di responsabilità a carico di medici, paramedici e militi nelle procedure di rianimazione. Il medico legale Benedicta Astengo aveva accertato che
nell’uomo, punto da una vespa, si era innescato tutto il procedimento che ha determinato lo choc anafilattico e che, analizzando la condotta del personale intervenuto, le pratiche messe in atto sono risultate conformi ai protocolli del caso specifico.

Secondo il medico legale tutti avrebbero agito correttamente in quanto sarebbero intervenuti in modo tempestivo e idoneo per cercare di rianimare l’uomo che aveva sintomi tali da richiedere quel tipo di intervento.