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Economia

“Liguria? La prima Regione del sud Italia”. La crisi nei dati Cgil: il 2013 è da profondo rosso

disoccupazione

Liguria. Profondo rosso: mai definizione fu più azzeccata. Due parole che fotografano alla perfezione la situazione economica della Liguria. I principali indicatori (occupazione, pil, consumi delle famiglie, investimenti) sono tutti con segno meno, così come il dato demografico; negli ultimi vent’anni, la nostra Regione è scesa da 1.762.519 residenti a 1.565.127 e di questi oltre un terzo sono pensionati. La crisi economica ha ulteriormente acuito il “malessere demografico” della Liguria e ha prodotto 3 nuovi fenomeni di criticità: emigrazione dei giovani liguri, contrazione dei flussi in entrata e aumento dei flussi in uscita dei migranti.

“Nel 2013 – spiega Bruno Spagnoletti, responsabile dell’Ufficio Economico Cgil Liguria – non si è registrato alcun miglioramento rispetto all’anno precedente, con una performance ligure addirittura più critica della media Paese e si sono moltiplicate le diseguaglianze sociali con una drastica contrazione dell’occupazione che torna indietro di 10 anni”.

La caduta del reddito delle famiglie (- 2.8 per cento rispetto al – 2 del nord ovest e del – 1.9 del paese) sta incidendo profondamente sui consumi e sta allargando pericolosamente il disagio sociale: sono 64.143 le famiglie liguri in povertà relativa con un aumento del 29,6 per cento rispetto al periodo pre crisi del 2008, sono circa 90 mila le persone che vivono in famiglie dove nessun componente lavora o percepisce una pensione. Ma la situazione sta diventando drammatica anche per chi un lavoro ce l’ha, come sottolinea Spagnoletti. “Negli ultimi 6 anni le nostre stime registrano un raddoppio dei cosiddetti working poors, ossia coloro che pur lavorando stanno subendo un processo di impoverimento: siamo passati dal 6 al 12 per cento con una stima di circa 70 mila persone borderline ai confini della povertà”.

L’occupazione è tornata indietro di 9 anni, tornando ai valori del 2004: da inizio crisi (2008) ad oggi, si stima una contrazione di circa 38 mila unità. Chi aumenta invece è la disoccupazione con un dato intorno alle 127 mila unità. “Con questi dati – conclude Spagnoletti – la Liguria diventa l’ultima regione del centro nord e la prima del sud. Le previsioni per l’anno in corso indicano una ripresina tenue, fragile, quasi fioca, e assolutamente insufficiente ad uscire dal guado”.