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Economia

Ipotesi Genova per Toshiba: la multinazionale punterebbe alle ex fonderie di Multedo

toshiba

Genova. Che siano ingerenze della politica o no, ancora non si sa, quello che si sta facendo sempre più strada è l’insediamento della Toshiba a Genova, anziché a Carcare, per la precisione sarebbero già state individuate le aree, ovvero quelle delle ex fonderie di Multedo.

Ecco quindi che il colosso giapponese, che avrebbe portato ossigeno occupazionale in Val Bormida, producendo regolatori di flussi di energia, o meglio assemblando parti meccaniche senza alcun impatto ambientale, invece di operare nel sito che si estende in parte sul territorio carcarese e in parte su quello cairese, per la precisione in corrispondenza con la frazione di San Giuseppe, sarebbe propenso a insediare l’azienda unica in Europa nel levante ligure. La firma definitiva non c’è ancora, ma sembrano sempre più insistenti le conferme che vedrebbero quello che è più di un semplice interesse della Toshiba in quel di Genova, dove sono già iniziati, secondo indiscrezioni, colloqui di lavoro per ingegneri e addetti specializzati. Questo a fronte delle circa 500 domande giunte per il sito valbormidese, che appunto l’estate scorsa aveva dato una speranza ai numerosi disoccupati e un’opportunità di sviluppo al territorio.

Se prima a cantare vittoria erano già pronti in tanti, ora nessuno vuole sbilanciarsi e con amarezza preferiscono tutti il silenzio, in attesa che anche solo una minima possibilità possa far cambiare le carte in tavola. Peccato, però, che non sia un gioco, e che alla riunione convocata la settimana scorsa in Provincia e voluta dalle organizzazioni sindacali non si sia presentato nessuno dalla dirigenza giapponese.

E’ il neo segretario del circolo Pd di Carcare, ora, a scendere in campo. Rodolfo Mirri, infatti, lo scorso 18 febbraio ha fatto protocollare la richiesta della convocazione di un Consiglio comunale straordinario, caldeggiato dai tre consiglieri di minoranza in quota al partito democratico. “Non ho ancora ottenuto alcuna risposta – spiega Mirri – e credo sia un fatto grave. La mia volontà è quella di convocare le istituzioni, dalla Regione alla Provincia per arrivare al Comune di Carcare, i politici, le organizzazioni sindacali, e, ovviamente i vertici Toshiba. Non capisco perchè non ci si possa unire una volta per tutti e lottare al fine di trasformare quello che purtroppo è rimasto una flebile speranza in qualcosa di più accattivante per i giapponesi che fino a qualche mese fa erano molto interessati a questo territorio. Vogliamo che gli attori protagonisti ci dicano la verità, ci spieghino cosa o chi li ha convinti a cambiare rotta verso Genova. Non è ammissibile il silenzio che aleggia sulla questione, tutti pronti a smentire eventuali ingerenze ma nessuno si esprime chiaramente. Non c’è un colore politico sotto accusa, infatti quando si parlava in positivo del probabile accordo erano fieri i vertici regionali, quelli provinciali e comunali. Ora abbiamo il diritto di capire e di collaborare per il bene della Val Bormida”.

Analoga interrogazione è stata presentata lo stesso giorno, ovvero il 18 febbraio scorso, anche dal gruppo Pd della Provincia, sulla quale si legge che “ad esito della Conferenza di Servizi referente tenutasi il 22 agosto 2013 il Presidente della Provincia di Savona Angelo Vaccarezza, esprimendo soddisfazione per l’iter fino a quel momento svolto, ha dichiarato che “il lavoro di tutti è perché il primo di novembre sia posata la prima pietra e da lì in poi, in tempi estremamente rapidi, vedere arrivare l’azienda”; la Conferenza di Servizi deliberante, tenutasi in data 18 settembre, ha avuto esito positivo approvando un progetto assai rilevante che, da quanto risulta, prevede la costruzione di uno stabilimento industriale di 7.500 mq di cui 1.900 mq per un’area destinata agli uffici, con una previsione occupazionale, a regime, di circa 200 persone, con un investimento annunciato pari a 11 milioni di euro; nel pre-accordo firmato a Genova tra la Toshiba e la Innovazione Immobiliare, proprietaria dell’area ex Tubicem, dove è previsto l’insediamento Toshiba è stato introdotto il 30 ottobre come termine perentorio per la conclusione dell’iter autorizzativo”.

Sempre nell’interrogazione provinciale del Pd, si legge che “poichè il termine del 30 ottobre previsto dalla Convenzione siglata tra Toshiba e Innovazione Immobiliare è ormai trascorso da più di tre mesi e che, a quel che risulta, gli iter autorizzativi hanno avuto buon esito, nonostante la scadenza del predetto termine non si è avuta più alcuna notizia relativamente all’insediamento della Toshiba sul territorio valbormidese, ad eccezione di quella emersa dagli organi di stampa secondo i quali, purtroppo, non si sarebbe arrivati alla sottoscrizione dell’accordo definitivo; preso atto, stante la preoccupazione che deriva dal silenzio dell’azienda Toshiba T&D Europe S.p.A, dalla mancanza di informazioni da parte degli Enti competenti e dal timore che un insediamento così rilevante per la prospettiva di ripresa del nostro territorio, afflitto da una pesantissima crisi industriale ed occupazionale, che in Valbormida si è palesata ancor prima del ciclo recessivo globale con la chiusura di importanti insediamenti industriali, con l’intento di fare il punto della situazione, di avere precisa contezza dello stato di fatto e di contribuire fattivamente, pertanto, al raggiungimento del buon esito della questione, i consiglieri Marco Russo, Mauro Righello, Giovanni Lunardon, Maria Luisa Madini, Guido Di Fabio, Michele Ferrando, Nicoletta Negro e Sergio Verdino interrogano il Presidente e l’Assessore Provinciale competente rispetto a quali informazioni sia state acquisite dalla Provincia di Savona circa il procedimento relativo all’azienda Toshiba T&D Europe S.p.A; quali azioni urgenti, la Giunta della Provincia di Savona intende intraprendere, in coordinamento con gli altri soggetti interessati, circa l’insediamento dell’azienda Toshiba T&D Europe S.p.A in Valbormida”.

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