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Sport

Horse watching nel parco dell’Aveto: l’autore de “L’uomo che sussurrava ai cavalli” atteso a Santo Stefano

cavallo

Santo Stefano. Anche i cavalli selvatici che vivono allo stato brado nelle vallate sono un’attrattiva turistica da sostenere, insieme a quella sportiva con gli impianti sciistici di Santo Stefano, del Parco dell’Aveto.
Lo ha affermato il vicesindaco di Santo Stefano d’Aveto Marco Chiesa nel corso dell’incontro con l’assessore allo Sport della Regione Liguria Matteo Rossi, in visita agli impianti per l’inaugurazione dei corsi dei maestri di sci, fautore della creazione di un pacchetto di offerte non solo sportive per fare della vallata una motivazione di vacanza, con escursioni e attività fisica all’aria aperta.

La proposta è quella di promuovere sempre di più il wild horsewatching per vedere da vicino questi esemplari, un centinaio in tutto, che rappresentano una vera e propria razza autotcona di cavalli bardigiani e anche di trovare una soluzione per i danni che gli animali provocano alle colture quando le bassissime temperature ad alta quota li spingono verso valle.
I cavalli selvaggi che pascolano nelle malghe del parco dell’Aveto sono frutto di una sorta di “selezione naturale” e “eredi” di cavalli domestici abbandonati negli anni dai proprietari.  Vivono liberi tutto l’anno, spostandosi a seconda delle condizioni climatiche, nutrendosi di erba e foglie di faggio. Dopo vani tentativi di cattura – tre anni fa arrivò da queste parte anche un cowboy dell’Idaho- la collaborazione con una studiosa potrebbe presto dare buoni risultati.

“E portare a Santo Stefano d’Aveto lo scrittore americano Nicholas Evans, autore del libro “L’uomo che sussurrava ai cavalli”, da cui fu tratto il celebre film di Robert Redford e molto interessato a questa nostra realtà, sono già stati presi i contatti”, ha anticipato il vicesindaco Chiesa a Rossi.