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Politica

Genova, il segretario nazionale Idv: “Rilancio attraverso il potenziamento dei collegamenti ferroviari con il nord”

ignazio messina

Genova. “Lo Stato sta attualmente disinvestendo nel settore del lavoro e i risultati, anche a Genova, sono sotto gli occhi di tutti. La Riforma del Lavoro che il Governo intende varare deve essere assolutamente strutturale e deve escludere il più possibile, se non del tutto, la precarizzazione. Aggiungo, inoltre, che il rigorismo finanziario dell’Europa certo non favorisce in questo passaggio difficile l’Italia, le sue industrie, le sue potenzialità economiche”.

Questo quanto riferito dal Segretario Generale della Cgil Susanna Camusso in visita a Genova, una delle città che maggiormente risente della crisi economica in atto nel Paese. Un capoluogo di Regione dove non solo le piccole e medie imprese, ossatura da sempre dell’economia nazionale e locale, sono in affanno e stanno chiudendo schiacciate dai debiti, ma anche la grande industria da segnali, da tempo, di enormi difficoltà.

“A Genova il caso del tunisino impiccatosi per paura di perdere il lavoro è emblematico delle difficoltà che sta attraversando quella che un tempo fu una delle città al vertice del “triangolo” industriale Genova-Torino-Milano -ha detto il Segretario Nazionale IdV Ignazio Messina riferendosi alle parole della Camusso- ed allo stato attuale, neanche il possibile rilancio di Fincantieri o le nuove commesse per il Porto sembrano allontanare lo spettro di una crisi economica, e sociale, che Genova sta vivendo tra enormi difficoltà”.

Una congiuntura economica negativa che la Liguria sta subendo senza vedere sbocchi all’orizzonte: tagli ai servizi sociali (vedi personale OSS-OTA nelle RSA), quelli previsti per i trasporti (crisi AMT), il difficile rilancio di Fincantieri, sono solo alcune delle cartine tornasole che fotografano la condizione di una città in involuzione economica.

“In questo senso -ha proseguito Messina- l’aggancio ad una politica europea di largo respiro, penso a quella dei trasporti che vede nei collegamenti ferroviari il rilancio per le regioni penalizzate del Sud continente, a Genova e in Liguria è un modello da applicare al più presto, ad esempio attraverso l’utilizzo massimo, una volta completato, del Terzo Valico in fase di costruzione, una direttrice del traffico che potrà unire Genova, Torino, Milano al fine di collegare, economicamente, tutto il Nord Italia alle vie economiche che portano sino al Nord Europa, soprattutto verso Francia e Germania, potendo così dare uno sbocco a Nord al settore import-export di quello che è stato il Porto per eccellenza del Mediterraneo per decenni” ha concluso Messina.