Quantcast
Economia

Genova, imprese edili in crisi: “Per noi solo briciole dal Terzo Valico e il Comune ci discrimina”

ponteggi, cantiere edile, edilizia

Genova. L’edilizia genovese è in crisi e questa purtroppo non è una novità, ma la situazione tende a peggiorare con il passare dei mesi.  “Stiamo registrando forti cali di occupazione e fatturato e il 2014 manterrà lo stesso andamento – ha spiegato Federico Garaventa, presidente di Ance Genova e Liguria, durante la presentazione del rapporto sull’edilizia – Rispetto al resto del nord italia siamo una delle città meno performanti e non è neanche detto che la cassa integrazione venga finanziata, vista la mancanza di fondi”.

Le dimensioni delle imprese genovesi e liguri influiscono indubbiamente. “Le nostre imprese sono piccole e più vulnerabili perché hanno seguito un mercato che segue appalti e opere di piccole dimensioni”, ha proseguito. Poi un punto focale nel panorama regionale e cittadino. “Per quanto riguarda il Terzo valico e la Gronda, quest’ultima ancora all’orizzonte, non siamo riusciti a prendere appalti, anche perché non è facile farlo in un sistema in cui lo Stato delega tutto al general contractor, che non pensa a un’equa distribuzione”, ha precisato Garaventa.

Per molti le grandi opere dovrebbero portare tanto lavoro per le imprese edili locali, ma secondo i dati in mano ad Ance almeno per il momento la situazione sembra ben diversa. “Per quanto riguarda il Terzo Valico, quasi tutti i lavori sono in galleria, quindi saranno eseguiti da imprese a livello nazionale – ha spiegato il presidente dell’associazione edile – quindi alle imprese liguri e genovesi rimarrà ben poco, forse circa il 10%, ma bisognerà vedere la percentuale che riusciranno a prendere dei lavori fuori galleria”.

Infine un ultimo nervo scoperto. “Il comune di Genova, celandosi dietro al concetto di concorrenza, è discriminatorio nei confronti delle imprese genovesi – ha concluso Garaventa – Senza avere un mercato locale forte, quindi, è praticamente impossibile per le imprese riuscire a svilupparsi anche al di fuori”.