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Genoa-Juventus: le nostre pagelle

Stadio Luigi Ferraris. Matuzalem su Pirlo, Sturaro a braccare Pogba. E ancora Motta e Antonelli a frenare le avanzate di Asamoah e Lichtsteiner. Contro la Juventus il Genoa di Gasperini non ha lasciato nulla al caso. Una partita da big contro la più grande di tutte. Sono i dettagli a fare la differenza: Calaiò (subentrato a sorpresa a un pur non brillantissimo Gilardino) che sbaglia un rigore, Pirlo che trafigge Perin con una punizione dai 25 metri, per giunta a una manciata di minuti dal triplice fischio.

Perin 6: si ritrova davanti la Juve ma non è che debba faticare sette divise. Deve limitarsi all’ordinaria amministrazione. E se non ci arriva lui, ci pensa il guardalinee a fargli tirare un sospiro di sollievo sulle conclusioni di Osvaldo. L’unico tiro in porta giudicato regolare in 90’ è di Pirlo, specialista sui calci da fermo: la beffa più grande. Trafitto.

Burdisso 6,5: il passato alla Roma non si dimentica, bloccare la Juve potrebbe ringalluzzire i vecchi compagni. E poi ci sono i tifosi rossoblù a cui regalare una gioia. L’argentino non sbaglia un colpo, di testa sono tutte sue, a dispetto della fisicità di Llorente. Gigante.

De Maio 7: non ci sarà Tevez ma Osvlado e Llorente non sono certo da meno. Il difensore del Genoa li affronta a viso aperto. Non si fa condizionare dal giallo rimediato in avvio e continua a giocare d’anticipo. Esemplare.

Marchese 6,5: del terzetto difensivo è l’unico che si concede qualche licenza offensiva, i suoi cross sono merce preziosa. Nella ripresa la Juventus si fa viva solo su calcio piazzato. Tanto del merito è da attribuire all’ex Catania. Peccato non basti. Affranto.

Motta 6,5: la Juve se ne è liberata, il Genoa lo ha accolto, Gasperini lo ha rigenerato. Corre come un indemoniato, bracca Asamoah che raramente si concede il lusso di superare il cerchio di centrocampo. Sfiora pure il gol, la sorte non lo premia. Suo il cross che Vidal intercetta di mano e vale il rigore per i rossoblù. Assatanato.

Matuzalem 7: pressa alto su Pirlo, è la chiave tattica della partita. Arginato lui, si argina mezza Juve. Il brasiliano è un mastino e ha le spalle coperte, Sturaro è in giornata altrettanto positiva. Quando il Genoa gioca d’attacco i palloni passano tutti dai suoi piedi. Pitbull.

Sturaro 6,5: piede a martello su una ripartenza avversaria e il giallo che gli viene sventolato in faccia. Il riassunto di una prestazione tutta cuore e sacrificio. Novanta minuti di battaglia con Pogba, e non sfigura: ci riescono in pochi. Grande.

Bertolacci 6,5: ci mette una gran corsa ed è per questo che si ritrova protagonista in tutte le azioni che contano. Cerca il gol in contropiede, invoca un rigore dopo un contatto con Lichtsteiner ed è sempre a caccia del pallone. E di Vidal. Nella ripresa si divora il gol a tu per tu con Buffon. Sprecone.

Sculli 6: le grandi partite lo esaltano ma contro la Juve emerge solo la grande voglia. In avvio lo si nota solo per i continui battibecchi con arbitro e avversari. Meglio nella ripresa. Torna generosamente in difesa per aiutare i compagni ma davanti incide poco o nulla. Sul pezzo.

Gilardino 6: non è facile giocare senza gli adeguati rifornimenti. Isolato e chiuso nella morsa Bonucci-Chiellini non riesce mai a rendersi pericoloso. Meraviglioso il tacco smarcante per Bertolacci. Stupito dalla sostituzione si siede in panchina senza guardare Gasperini. Spiazzato. Dal 18’st Calaiò 5: a 10’ dal suo ingresso ha l’occasione di trasformarsi nell’eroe di Marassi. Si incarica di calciare il rigore concesso da Mazzoleni ma una volta sul dischetto si intimorisce al cospetto di Buffon e spreca la più ghiotta delle occasioni. Fatale.

Antonelli 6: parte alto a sinistra per ritrovarsi spesso quinto di centrocampo. Buona l’intesa con Marchese sulla corsia mancina, buona la guardia sulle avanzate di Lichtsteiner. Nel finale si ritrova fra i piedi il pallone da 3 punti ma non riesce a dare la potenza necessaria per impensierire Buffon. Infaticabile.