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Cronaca

Ex centrale del latte di Fegino, da Parmalat nuovo rinvio al 14 marzo. Oddone: “Non c’è più tempo da perdere”

centrale del latte

Genova. La decisione doveva arrivare venerdì, ma Parmalat ha chiesto un nuovo rinvio per accettare o meno l’offerta del consorzio di aziende genovesi, istituzionalmente rappresentate da Confindustria, interessate ad acquisire l’area della ex centrale del latte di Fegino.

Un nuovo slittamento dei tempi, dopo quello già chiesto a metà febbraio, che pesa sul futuro dei 27 lavoratori della ex centrale che nel frattempo non hanno ancora trovato una collocazione alternativa. A settembre infatti scadrà la cassa integrazione e il rischio, una volta attivate le procedure di mobilità, è che il loro inserimento all’interno delle aziende che vogliono utilizzare l’area per trasferire le loro sedi anche utilizzando alcuni servizi in comune, diventi più difficile.

Ma la preoccupazione più grande – quella che nessuno esplicita ma che tutti temono – è che tutto salti ancora una volta.

“Ci preoccupa questo ulteriore rinvio – ammette l’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Genova Francesco Oddone – perché i tempi stringono sia per le esigenze delle aziende che per i lavoratori”.

Ufficialmente la proroga è stata chiesta dall’azienda per problemi societari, dopo le dimissioni in massa di parte del cda decise martedì scorso. “Capiamo benissimo che la situazione societaria sia molto complessa – dice Oddone – ma chiediamo comunque a Parmalat di mettersi una mano sul cuore e di prendere una decisione di fronte a un’offerta molto seria e precisa”.

Il consorzio di aziende, come noto, si è impegnato ad acquistare l’area a un prezzo di mercato, stornando però dalla cifra iniziale i costi per la ricollocazione del personale, che in questo modo sarebbe tutto reimpiegato nelle nuove funzioni. Una soluzione fortemente voluta dai sindacati ma anche dalle istituzioni locali per non disperdere la vocazione industriale di quell’area e tutelare insieme il futuro occupazionale dei lavoratori.

Dopo una rapida consultazione all’ennesima richiesta di proroga, le aziende e Confindustria hanno dato l’ok, ma per tutti è chiaro che il 14 marzo una decisione, qualunque sia, dovrà per forza arrivare. Anche i sindacati si sono detti “molto preoccupati” per il rinvio. “A questo punto – dice Fabio Allegretti Flai Cgil – chiederemo un nuovo incontro ufficiale perché vogliamo capire cosa stia succedendo”.