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Cronaca

Droghe, la carta dei diritti dei consumatori: “Dignità alle persone e politiche di riduzione del danno”

sulle orme di don gallo

Genova. Una carta dei diritti delle persone che usano sostanze. E’ l’obiettivo che si è dato il laboratorio “Parlano i drogati”, organizzato nell’ambito della due giorni di dibattito genovese sulle droghe. ‘Persone’ prima che consumatori perché il punto di partenza è restituire una dignità a chi troppo spesso è relegato ai margini. E per la prima volta i “tossici” hanno preso la parola in una sede iper-istituzionale (seppur chiusa alla stampa per questioni di riservatezza) come il salone di rappresentanza di Palazzo Tursi per confrontarsi sul tema dei diritti.

Un dibattito “scaldato” in tarda mattinata dall’intervento del sociologo Peter Cohen,tutto incentrato sul “diritto alla dipendenza”. Ma al centro della giornata c’era proprio il manifesto dei consumatori

“La carta è un percorso collettivo e orizzontale avviato in rete un paio di settimane fa coinvolgendo le persone che usano sostanze, ma anche attivisti ed esperti” spiega Andrea Fallarini dell’Itardd, rete italiana per la riduzione del danno. Dignità alle persone anzitutto e poi depenalizzazione dell’uso delle sostanze: “Prima di ogni discorso che riguardi la legalizzazione a noi interessa che chi consuma sostanze non debba subire sanzioni o tantomeno entrare nel circuito penale”.

La carta chiede esplicitamente che le politiche sulle droghe in Italia siano finalmente incentrate non più sul proibizionismo ma sulla riduzione del danno.

In quest’ottica, per quanto riguarda la cannabis una delle proposte riguarda la sperimentazione dei Cannabis social club. Diffusi in molti Paesi europei, in Italia ne è stato creato uno sperimentale in Puglia esclusivamente ad uso terapeutico: “Si tratta di associazioni o cooperative di persone che si riuniscono per autoprodurre ed è l’unico percorso che permette di autoregolare il consumo perché la quantità che viene prodotta la si decide a priori, mentre per esempio se il modello dei coffee shop è senza autoregolamentazione perché l’unico limite del consumatore sono i soldi che ha in tasca”

Anche sulle droghe pesanti la direzione deve essere quella della riduzione del danno, come già avviene in buona parte dell’Europa, dalla Svizzera all’Olanda, dal Canada alla Spagna: “Il modello delle stanze del consumo, con siringhe e luoghi igienicamente puliti dove consumare sostanze ed avere un eventuale counselling. sta ottenendo buoni risultati e vorremmo vederle sperimentate anche qui in Italia”.

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