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Cronaca

Dissesto idrogeologico, dalle alluvioni alle piccole frane: pubblico e privato devono fare la propria parte

frana a borgoratti

Genova. In tema di dissesto idrogeologico, attraverso attenzione e manutenzione, ordinaria e straordinaria, pubblico e privato devono fare, ciascuno, la propria parte. E’ quanto emerso dal convegno organizzato da APPC Genova (Associazione Piccoli Proprietari Case).

“Dopo tutta una serie di eventi che si sono verificati e continuano a verificarsi, non si può più distinguere il privato dal pubblico. – ha dichiarato Giovanni Crivello, assessore ai Lavori Pubblici e Manutenzioni del Comune di Genova – In alcuni casi c’è stata un’urbanizzazione non sempre responsabile, pensiamo alle costruzioni degli anni ’60, ma esistono anche situazioni diverse, risalenti all’800 o ai primi del ‘900. Noi stiamo attivando somme urgenze per oltre 2milioni di euro. E’ una situazione davvero straordinaria, in una città che è bellissima ma complicata, per la sua configurazione ma anche per le previsioni meteo che non sono facili. La disponibilità del Comune è assolutamente totale. Ad oggi, Genova richiederebbe 250milioni di euro. Prevenire è meglio che curare e ognuno deve fare la sua parte, ma occorre anche un contributo nazionale. Non considerare questo come un’emergenza assoluta sarebbe un errore politico davvero grave”.

“Dobbiamo cercare di trovare modi e strumenti per fare sinergia – ha ribadito Valeria Garotta, assessore comunale all’Ambiente – Il quadro economico della Regione Liguria rivela la necessità di grandi investimenti a fronte di un finanziamento che copre a dir tanto il 10%.”

Si è poi riflettuto sulle ragioni tecniche di crolli e cedimenti. “Noi abbiamo una morfologia del territorio caratterizzata dalle montagne a ridosso del mare, con rivi e rigagnoli che scorrono a valle e, spesso, sono i rivi più piccoli a destare maggiore preoccupazione. – ha spiegato Andrea Piccardo, geologo – Sopra le rocce stanno i terreni, i depositi alluvionali e i riporti, vale a dire ciò che noi posizioniamo sul nostro territorio. E’ importante che tutti, non solo i professionisti ma anche chi ci abita e gli enti pubblici sappiano che cosa abbiamo sotto i piedi. Parlando di dissesto idrogeologico, non ci si riferisce solo a grandi crolli ed alluvioni, esistono frane di piccoli volumi di materiali che però interessano e condizionano la vita di tutti i giorni con disagi e danni non da poco e, talvolta, purtroppo, causano anche morti. Successivamente non sempre è facile l’intervento. E’ molto importante, da parte dell’ente pubblico, avere un quadro generale della situazione, e da parte dei privati, la cura e la manutenzione dei propri terreni, dei propri boschi”.

Dunque perché i muri crollano? Essenzialmente per mancanza di manutenzione oppure per perché se ne fa un uso sbagliato, caricando pesi eccessivi in prossimità dello stesso. “Altro elemento che incide sulla stabilita del muro è l’acqua che nelle aree urbanizzate non riesce a cadere verticale sul terreno ma si infiltra dove può, decuplicando la forza della pioggia. Il muro diventa dunque il ricettacolo dell’acqua: o l’acqua è in grado di uscire, filtrando dal basso o da fori nel muro, oppure aumenta la spinta sul muro che può anche diventare fatale in pochi minuti.” Il Geologo Giovanni Scottoni ha proposto la compilazione di “schede di rilievo delle opere di sostegno” che consentano di avere, per ogni muro di sostegno, una sorta di libretto del contenimento, fondamentale per intervenire in caso di crollo.

“Il degrado accomuna pubblico e privato: abbiamo perso la base della manutenzione come patrimonio culturale – ha concluso l’avv. Mario Fiamigi, segretario APPC Genova – Gli assessori ci hanno confortato, il Comune può fare qualcosa. Si potrebbe utilizzare la leva fiscale per sgravare i proprietari, con aliquote premianti per i privati che tengono bene le loro proprietà con interventi manutentivi. E servirebbe meno burocrazia. Appc si colloca come interfaccia tra proprietari e comune.”