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Claudio Nucci sceglie la Sampdoria “di tutti i tempi”

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Genova. Nel suo libro (scritto subito dopo la conquista dello scudetto), “Sampdoria, ieri, oggi e domani”, uno dei decani del giornalismo sportivo della Liguria, Piero Sessarego, dedica un capitolo alla “Top Samp” di tutti i tempi. Perché non riprovarci, a distanza di oltre 20 anni? La “grande bellezza” del calcio sta nell’opinabilità di chi lo segue e quindi siamo certi che quasi nessuno sarà d’accordo sulle scelte fatte.

Devo premettere che nella “lista dei convocati” non ci saranno giocatori che hanno vestito la casacca blucerchiata prima della fine anni ’50, partendo dalla formazione della Samp di Ravano del 4° posto nel ’60/61: “Rosin, Vincenzi, Marocchi, Bergamaschi, Bernasconi, Vicini, Mora, Ocwirk, Brighenti, Skoglund, Cucchiaroni” …ah, se non avessero venduto Mora alla Juventus nel mercato invernale di quel campionato… Ero “piccolissimo” allora, ma qualcuno di quella squadra finirò per “convocarlo”…

Giochiamo con il 4-3-1-2? Forse è il metodo che consente di “lasciar fuori” meno “big”… Dunque iniziamo…

Pagliuca (Battara);
Mannini (Morini) Vierchowod (Walker/Ferri) Mihajlovich (Bernasconi) Briegel (Sarti);
Cerezo (Seedorf/Karembeu) Ocwirk (Souness/Suarez) Veron (Mikhailichenko/Brady);
Gullit (Skoglund/Cucchiaroni); Vialli (Francis) Mancini (Cassano).

Portiere: Beh, qui è facile: la maglia col n° 1 va a Pagliuca. Quando la palla sembrava entrare in rete, arrivava la “zampata” del gatto Gianluca (vedi San Siro il 5 maggio 1991). E a fargli da vice, come non scegliere il suo maestro “Piero” Battara ? Con lui, quando si andava a giocare a Napoli, si sapeva di avere fra i pali San Pietro.

Difensore esterno dx: Moreno Mannini o Francesco Morini? Per lo schema adottato è più idonea la “scheggia” di Imola, che era “più veloce della luce” nel portar via la palla agli avversari, mentre “Cecco”, alias il pirata Morgan, era lo stopper “mignatta” di una Samp povera, ma battagliera. Nel ’69 ce lo scippò la Juventus, in coppia con quello che credevamo fosse il nuovo Sivori, Roberto Vieri, padre del “bomber” Bob.

Difensore centrale dx: “Un uomo solo al comando”, il suo nome è Pietro Vierchowod! Lo “Zar di tutte le Russie”, checché ne pensasse Vicini, che spesso gli preferiva Riccardo Ferri a far coppia con Franco Baresi, è stato – a nostro avviso – il miglior difensore italiano di sempre.

In panchina, insieme al precitato Ferri, il britannico Sinclair “Des” Walker: un solo campionato nella Samp (’92/93), senza lasciare il segno, ma stiamo parlando di uno “stopper” con 59 match con la maglia della nazionale inglese e più di 600 tra Nottingham e Sheffield… ed inoltre mister Sven Goran Eriksson giocava a zona e Des era un marcatore puro.

Difensore centr. sn: uno come Sinisa Mihajlovich è sempre meglio averlo in squadra, sia per il carisma, che per le “bombe” che sapeva tirare. L’alter ego? Gaudenzio Bernasconi. L’“Orsacchiotto” è stato il leader della difesa dal ’54 al ’65, a lungo recordman di presenze in blucerchiato. E’ inspiegabile come abbia collezionato solo 6 presenze in Nazionale. Un terzo nome? Marcello Lippi, il Paul Newman degli anni ’70…. bello ed elegante, anche se il meglio l’ha dato come allenatore.

Difensore estero sn: Hans Peter Briegel, perché nessuno ha mai “arato” la fascia sinistra come il carro armato tedesco (anche se è arrivato a Genova nella fase discendente della carriera) ed in panchina, Benito Sarti, terzino sinistro della Samp e della Nazionale, poi – more solito – passato alla Juve.

Centrocampista dx: Chiavi del centrocampo in mano al brasiliano di Belo Horizonte, Toninho Cerezo, “luce” della Samp scudettata. In lista d’attesa mettiamo l’incompreso – da molti doriani – Clarence Seedorf, che dopo i “mugugni di Marassi” ha trovato gloria con Real Madrid, Inter e Milan. Se poi servisse grinta e corsa ecco il canaco Christian Karembeu, oppure – per allargare il gioco sulle fasce – uno fra Bruno Mora, autentico fuoriclasse sbocciato nelle giovanili della Samp e Attilio “Popeye” Lombardo.

Perno davanti difesa: Ernst Ocwirk (l’austriaco era un faro di statura mondiale), oppure lo scozzese Graeme Souness (ripensandoci le movenze in campo di “Charlie Champagne” ricordavano in tutto quelle di “Ossi”), scusandoci con Romeo Benetti per la mancata chiamata. Ma come non lasciare un po’ di spazio a Luisito Suarez, purtroppo arrivato a Genova a 35 anni. Senza di lui non sarebbe esistita la “grande” Inter di Helenio Herrera !

Centrocampista sn: Una “camiseta” spetta di diritto alla “Brujita” Juan Sebastian Veron, seguito a ruota dal sinistro magico di Liam Brady (arrivato al Doria solo perché nella Juve si doveva far spazio ad un certo Platinì). E poi si potrebbe dare un’altra chance ad Aleksei Mikhailichenko….. l’ucraino, visto nel 1988 con la maglia dell’Unione Sovietica, alle Olimpiadi di Seul, sembrava di un altro pianeta…

Dietro le punte: Ruud Gullit, il “tulipano nero” o “cervo che esce di foresta”… 24 goal in 53 partite nella Samp, c’è bisogno di dire altro?

A contendergli la maglia il funambolico Lennart “Nacka” Skoglund (se non faceva un tunnel a partita non si divertiva) e Tito Cucchiaroni, l’argentino di Misiones, cui è dedicato il nome del gruppo Ultras.

Prima punta: Come non dare la maglia n° 9 a “ohi, ohi, ohi, Luca Vialli segna per noi”? Spiace per Trevor Francis (già vincitore di 2 Coppe dei Campioni con il Nottingham Forrest), ma il “baronetto” lo faremo entrare in campo nel secondo tempo.

Seconda punta: Roberto Mancini. “Bobby goal” per storia e reti fatte, si infila la maglia n° 10 appena entra nello spogliatoio….. meno male che “Peter Pan” Antonio Cassano vuole la n° 99, sperando che Montella, Quagliarella e Pazzini non se ne abbiano troppo a male, come pure Enrico Chiesa ed il “Tacchino freddo” degli anni dal ’55 al ’58, Eddie Firmani. Lo stesso dicasi – negli altri ruoli – per i “foresti” Jorge Toro, Wisnieski, Lojacono, Sormani, Boghossian, Ortega, Platt, Jugovic, Katanec, Victor, Laigle, Silas, ma anche per i meno esotici Frustalupi, Salvi, Pellegrini, Pari, Salsano, Flachi, Bazzani, Volpi, Palombo e tutti quelli che – traditi dalla memoria, ma anche dallo spazio – non abbiamo citato.

Allenatori: Un duo in panchina: Fulvio Bernardini e Vujadin Boskov. “Fuffo” è un’icona del calcio italiano ed amava i “piedi buoni”, quindi non si preoccuperebbe troppo per la mancanza di equilibri di una squadra sbilanciata in avanti, mentre del resto solo il “labbro di Novi Sad” potrebbe gestire un simile spogliatoio!

Claudio Nucci

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