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Cronaca

Calci, pugni e poi il colpo con un coccio di bottiglia, violenta aggressione a Genova: ricercato in manette

coccio

Genova. La notte tra il 12 ed il 13 dicembre scorso, due cittadini romeni tentarono di allontanarsi da un locale di Corte Lambruschini senza saldare il conto, per un ammontare di 16 euro. Il commesso del locale provò ha convincerli a pagare, proponendo uno sconto, ma la reazione dei due uomini fu tanto violenta quanto sproporzionata alla somma da corrispondere.

Prima strattonarono l’esercente, poi lo colpirono con pugni al volto. Una volta reso inerme, uno dei due aggressori afferrò una bottiglia vuota e, dopo averla rotta, tentò di colpire alla pancia la vittima, che fortunatamente riuscì a parare il colpo con la mano, procurandosi una vistosa lacerazione suturata successivamente dai medici dell’ospedale San Martino con una prognosi di 15 giorni. Non contenti delle ferite al volto e alla mano, i due continuarono a colpire il giovane con pugni e calci, fin quando non si resero conto che sarebbero arrivate le volanti e fuggirono.

Le indagini avviate dalla Squadra Investigativa del Commissariato Foce Sturla hanno consentito di identificare l’aggressore che tra i due si era particolarmente distinto per la violenza usata e che con il coccio di bottiglia aveva ferito il commesso alla mano. Sulla base degli elementi raccolti, lo scorso 21 marzo il G.I.P. del Tribunale di Genova ha disposto nei confronti dell’uomo, un 27enne rumeno, esecuzione della misura cautelare degli arresti domiciliari.

L’indagato però, alcuni giorni prima dell’emissione del provvedimento, si era reso irreperibile a seguito di un provvedimento di sfratto. Gli agenti hanno proseguito nelle ricerche e, anche grazie all’ausilio di strumenti tecnologici, sono riusciti ad individuare l’esatta posizione del Rumeno che, ormai alle strette, ieri pomeriggio ha deciso di costituirsi accompagnato dal proprio legale di fiducia.

Gli operatori hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare e condotto il 27enne presso la nuova abitazione in regime di arresti domiciliari.