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Economia

Atp, la parola passa ai lavoratori. Referendum il 1° aprile: “Un piano B non esiste”

Genova. Il 19 marzo presso la Regione Liguria è stato siglato da sindacati, Regione Liguria, Provincia di Genova, Comuni azionisti e la Direzione ATP un verbale di accordo che in sintesi prevede: il ripristino e il mantenimento dei contenuti di tutti gli accordi disdettati unilateralmente dalla Direzione di ATP riguardante anche la parte normativa legata ai turni e ai riposi del personale viaggiante; il reintegro dal 1 maggio 2014 del 70% del trattamento economico disdettato, equivalente a circa il 94% della retribuzione netta; il mantenimento del controllo pubblico di ATP. Ora la parola passa ai lavoratori, che con il referendum dovranno approvare o meno l’accordo.

L’intesa raggiunta, facente parte di un più generale e complesso piano di rientro, una volta omologato dal Tribunale fallimentare di Genova eviterebbe la possibile liquidazione dell’azienda; dà la possibilità alla Provincia di Genova di ripianare lo sbilancio di esercizio 2013, attraverso sia la vendita dell’immobile di Via Assarotti a FILSE che il versamento di un contributo aggiuntivo di 1,5 milioni, per un totale di 4,5 milioni di euro; consente ai Comuni azionisti di minoranza di concorrere alla copertura del disavanzo 2013 per un valore pari a 600.000 euro; garantisce il pareggio di bilancio e quindi la continuità aziendale, per il 2014 e 2015; garantisce il mantenimento dei diritti individuali dei Lavoratori.

I sindacati spiegano che questo accordo raggiunto dopo una lunga vertenza pone le basi certe affinché il Tribunale di Genova omologhi il piano di risanamento, condizione indispensabile per assicurare la continuità stessa aziendale, fino a poco tempo fa messa seriamente in discussione. Vista l’importanza dell’intesa, quindi, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugltrasporti hanno indetto il referendum sui contenuti dell’accordo, che si svolgerà martedì 1 aprile, dalle 6 alle 19. “Voteranno tutti i lavoratori e saranno presenti i seggi fissi, ma eventualmente anche alcuni ‘volanti’ – dichiara Andrea Gamba, Filt Cgil – confidiamo che la maggioranza sia favorevole all’accordo”.

L’atmosfera è tesa, come si è potuto notare nell’assemblea che ha preceduto la conferenza di oggi. “Una parte dei 200 lavoratori ci ha impedito di svolgere il nostro lavoro, cioè si sono alzate voci e insulti che non ci hanno fatto parlare – dichiara Silvio Firpo, segretario aggiunto Uiltrasporti – capiamo che fra i lavoratori ci siano tensioni per la decurtazione forte dello stipendio, ma pensiamo che un comportamento corretto sia alla base di tutto”.

In caso di mancata approvazione da parte dei lavoratori, il rischio è grande. “Se l’accordo verrà respinto non sarà data l’omologa dal tribunale e l’azienda rischia il fallimento – dichiara Enzo Vella Fit Cisl – al momento, infatti, non esiste nessun piano B”.