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Cronaca

Assistenti sociali aggrediti, mobilitazione a Tursi: “Serve informazione più realistica e sicurezza sul lavoro”

Genova. Una comunicazione poco chiara e anche poco realistica. Il rischio che corrono gli assistenti sociali, vittime in queste ultime settimane di due aggressioni in parti diverse della città, è proporzionale alla situazione di esasperazione dei genovesi alle prese con la crisi economica, con l’impoverimento cronico delle risorse a disposizione del Comune e, anche, con una responsabilità dell’amministrazione nel comunicare chiaramente ai suoi cittadini cosa debbano aspettarsi realmente dal ruolo degli assistenti sociali.

Lo spiega bene, Rebecca Mantelli, assistente sociale dell’amministrazione penitenziaria per il ministero della giustizia, oggi a Tursi per l’assemblea-mobilitazione convocata dai sindacati dopo l’ultima aggressione negli uffici del municipio di Cornigliano.

“Il rischio a cui siamo esposti – spiega Mantelli – nasce da una situazione di esasperazione, a cui si aggiunge l’impoverimento delle risorse e la comunicazione poco chiara delle amministrazioni, e in cui gli operatori, direttamente a contatto con il cittadino, si ritrovano a fronteggiare domande a cui non possono rispondere. La responsabilità dell’amministrazione è nella scarsa informazione su quelli che sono i servizi e gli interventi che possono essere garantiti”, sottolinea.

Una comunicazione poco chiara e poco realistica, di fatto, espone da una parte gli operatori e dall’altra anche il cittadino che vede frustrata la sua aspettativa, alimentando così possibili comportamenti aggressivi.

“Le risorse sono poche – conferma Mantelli – ma in una situazione di scarsità, avere un’informazione chiara aiuta il cittadino a distinguere tra un ufficio in cui può ricevere unicamente ascolto e accoglienza, e uno, invece in cui può avere risposte chiare. Ma questa responsabilità non può essere addossata ad assistenti sociali e personale di supporto a diretto contatto con il cittadino che li identifica con l’amministrazione che ha invece la responsabilità delle mancate risposte”.

L’incontro a Tursi affronta due temi con tempistiche diverse: l’emergenza delle aggressioni, per cui serve un intervento rapido per mettere in sicurezza e dotare i servizi di personale adeguato, e, più in generale, la funzionalità dei servizi sociali del Comune. “Vanno ripensati in relazione con gli altri, perché non lavorando a un piano integrato, si mette l’ultimo anello della catena al rischio più grosso – commenta Corrado Cavanna, segretario Cgil – Il Comune condivide il nostro allarme, a breve sarà convocato un incontro sindacale, vedremo se la preoccuopazione si tradurrà in fatti concreti”.

Intanto domani in consiglio comunale è prevista un’interrogazione a risposta immediata. “Non mi pare ci sia totale consapevolezza della funzionalità dei servizi sociali e dei rischi che si corrono -avverte Cavanna – spesso più di un consigliere indirizzava i cittadini in difficoltà dicendo ‘vai un po’ li che qualcosa ti danno’, ma è tre anni che il Comune questo non può più farlo”.

Bene le rassicurazioni dal Comune, ma è importante che anche l’immagine dell’assistente sociale sia riportata in maniera corretta, cioè di un operatore che lavora per dare risposte ai bisogni dei cittadini, è la linea di Tursi.

“Siamo perfettamente consapevoli delle difficoltà che stanno vivendo- ribadisce l’assessore comunale Emanuela Fracassi – non avendo noi abbastanza risposte come ente, abbiamo piena coscienza di come stiano operando in un momento di crisi economica e quindi di servizi, lavoreremo perché sia più chiaro per la cittadinanza e perché gli assistenti sociali possano lavorare più in tranquillità”.

Le risorse sono limitate, da Roma il fondo sociale nazionale non è stato rifinanziato, misure importanti come il reddito minimo di inserimento per le persone in difficoltà, oggi non esistono. “Stiamo cercando di ottenerlo – conclude Fracassi – in questi anni il Comune ha mantenuto la spesa sociale, malgrado il bilancio sia diminuito, una dimostrazione di tutto l’impegno messo per mantenere i servizi esistenti”.