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Ancora un mese per salvare Atp: a Genova incontro in Prefettura con lo spettro del fallimento

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Genova. Un mese e un giorno, per l’esattezza. Questo il tempo residuo a disposizione di Atp, l’azienda di trasporto della Provincia di Genova. Il 9 aprile, infatti, scadrà il concordato fallimentare in continuità e per quella data i conti dovranno essere in pareggio. Ieri in Prefettura a Genova si è tenuta una nuova riunione, ma le parti non sembrano aver fatto passi in avanti.

Entro un mese i soci dovranno trovare 3 milioni e 600mila euro per risanare Atp: la Provincia di Genova non si sposta dai 3 milioni di euro che ha messo sul piatto, soldi che arrivano dalla vendita
alla Filse, la finanziaria della Regione Liguria, del palazzo del Provveditorato Scolastico di via Assarotti; la Regione non intende metterci un soldo e le restanti quote dovrebbero essere versate dagli azionisti di minoranza, i comuni di Santa Margherita, Rapallo, Chiavari, Lavagna, Sestri Levante, Genova e la Provincia della Spezia.

Genova si è però tirata fuori dall’impegno economico, perché già impegnata finanziariamente nel salvataggio di Amt; la Provincia della Spezia dice di non avere soldi; dunque il cerino rimane in mano ai Comuni del Tigullio che però, prima di deliberare un impegno economico, vorrebbero avere in mano le carte della manovra, tuttora non pervenute.

Ai lavoratori è stato proposto il reintegro della quota integrativa dello stipendio, tagliata di netto al momento dell’apertura del concordato, al 50%. Mentre ai creditori è stata prospettato il pagamento fino al 30% tranne che per Europam e Iveco per i quali gli advisor sono disposti ad arrivare fino al 65% della quota che spetta loro. Tutti d’accordo invece sul dopo: gli azionisti di minoranza sono pronti ad aumentare fino al 25% la quota del contratto di servizio.