Cronaca

Amt e legge regionale Tpl nel mirino, prevale l’attesa: “Un fulmine a ciel sereno”

Genova. “Attendiamo di ricevere le osservazioni da parte dell’Autorità della concorrenza per poterle valutare adeguatamente ed effettuare tutti gli approfondimenti necessari”. Così l’assessore regionale, Enrico Vesco, commenta la doccia fredda arrivata oggi a mezzo stampa: l’Autorità garante della concorrenza e del mercato e la Corte dei Conti, rispondendo ai quesiti delle Province di Savona e Imperia, avrebbero di fatto bocciato la legge regionale di riforma del trasporto pubblico varata nell’ottobre scorso, sia per quanto riguarda l’accorpamento ferro/gomma sia per la possibilità di proroga per gli affidamenti attuali fissati al 31 dicembre 2014, che l’Europa, invece, impone di non prolungare.

“La Legge di riforma del Tpl approvata dal consiglio regionale il 31 ottobre 2013 è passata al vaglio del Consiglio dei Ministri e non ha avuto nessun tipo di osservazione sulla legittimità – ribadisce Vesco – l’autorità garante della concorrenza e del mercato non è competente per dichiararla illegittima”. La Regione attende dunque le osservazioni, considerando che l’Authority, sottolinea l’assessore “da quello che ho potuto apprendere, si è limitata a rispondere ad un quesito posto dalla Provincia di Imperia sull’applicabilità dell’art. 30 sulle proroghe dei contratti in essere”.

E clima di attesa si respira anche in ambito sindacale. “Avevamo già chiesto un incontro con Regione e Comune – spiega Antonio Cannavacciuolo, Uiltrasporti – al secondo tentativo è arrivata la convocazione per i primi di aprile. Ma dovevamo vederci per sollecitare l’applicazione dell’accordo, non per questa novità che ci ha lasciato basiti. Approfitteremo del vertice per sapere cosa sta succedendo”.

Il timore neanche troppo velato è lo spettro di nuovi guai in vista, per Amt e per tutte le aziende di trasporto della regione. Mancherebbero all’appello, ad esempio, i 10 milioni di euro calcolati sul recupero Iva con la nascita dell’agenzia regionale per il biennio 2015-2016. Così come il recupero di 9 milioni per la municipalizzata genovese.

“Se l’operazione non andasse effettivamente a buon fine – sottolinea il sindacalista – e se il risparmio preventivato diventasse, invece, un aggravio ulteriore, tutto il comparto del trasporto in Liguria avrebbe seri problemi da affrontare”. Un fulmine a ciel sereno che ha colto di sorpresa chi, soprattutto a Genova, credeva di aver superato le ultime difficoltà, e che invece torna a interrogarsi sul futuro, tra spettri di taglio al servizio ed esuberi, in una città dove il lavoro è emergenza quotidiana. “Vedremo se la Regione farà ricorso al Tar, o se invece si tratterà di fare correttivi che non vadano a vanificare la legge. Quel che è certo è che servono approfondimenti”, conclude Cannavacciuolo.

Intanto in via Fieschi c’è già chi ha chiesto la testa dell’assessore Vesco. “Vista la gravità della situazione e l’inadeguatezza dell’assessore – chiede oggi Marco Scajola, consigliere di Forza Italia – il Presidente Burlando venga a riferire in consiglio e contemporaneamente l’assessore faccia un passo indietro dando la possibilità a qualcun’altro di affrontare meglio queste delicata e spinosa vicenda”.