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Cronaca

Amianto, primi 13 lavoratori verso il processo: un milione di euro di danni, per le false attestazioni rischiano in 500

manifestazione amianto

Genova. Il sostituto procuratore Luca Scorza Azzarà ha chiesto il rinvio a giudizio per 15 persone, 12 lavoratori di Ansaldo energia, un caporeparto e due dirigenti Inail (Pietro Pastorino e Cinzia Rotella), per uno dei tronconi in cui è stata suddivisa la maxiinchiesta sulle presunte false pensioni all’amianto.

Tutti e quindici sono accusati per truffa per aver dichiarato o sottoscritto – a seconda delle posizioni – di lavorare in un reparto diverso da quello in cui effettivamente prestavano servizio.

In pratica la Procura ha suddiviso la complessa indagine in tanti filoni quanti sono i reparti “sospetti” all’interno di Ansaldo Energia da cui secondo le indagini provenivano le attestazioni che portavano i benefici pensionistici. In questo caso si tratta del reparto macchine utensili. Per questo tra i 13 ex dipendenti, oggi tutti in pensione, è indagato anche il capo reparto.

I danni all’Inps, per questa prima tranche, sarebbero, a seconda delle posizioni, comprese tra 50 mila e 110 mila euro. Con un rapido conto si arriva presto alla cifra di un milione di euro.

L’inchiesta complessivamente ha visto inizialmente indagati circa 900 lavoratori, da cui sono stati “stornati” coloro che pur avendo ricevuto l’attestazione dell’amianto sono ancora in attività. Per loro il reato sarebbe “tentativo di truffa”, oggi prescritto, mentre per tutti coloro che mensilmente ricevono la pensione il reato è tutt’ora in corso: a rischiare il processo sono oggi circa 500 lavoratori nella sola Ansaldo.

L’atto di indirizzo sull’amianto di Ansaldo energia escludeva espressamente gli addetto alle macchine utensili e, secondo la Procura, un sistema condiviso faceva s’ che attraverso l’attestazione di un capo reparto i lavoratori risultassero invece impiegati in altre mansioni che rientravano all’interno del protocollo. Un sistema che, secondo la tesi del pm, quantomeno avvalorato dalla stessa azienda per ridurre i costi del personale attraverso i prepensionamenti.

Una costola della maxi inchiesta vede già a processo da un paio d’anni l’ex direttore dell’Inail genovese Pietro Pastorino e i suoi due funzionari Cinzia Rotella e già condannato in primo grado a due anni di reclusione per un episodio specifico sempre relativo alle false certificazioni.

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