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Cronaca

Aggressione assistenti sociali, le misure di Tursi: “Comunicazione e maggiore sicurezza, ma Comune non va lasciato solo”

assemblea assistenti sociali

Genova. Rivedere tutte le procedure di sicurezza per assicurare il lavoro degli assistenti sociali genovesi, vittime nelle ultime settimane di due episodi di violenza, uno a Marassi, uno a Cornigliano, e per cui ieri a Tursi è stata convocata un’assemblea pubblica. Non solo però per quanto riguarda l’impianto “interno” di competenza comunale, ma anche la logistica, con l’eliminazione delle sedi non idonee per loro natura, e non da ultimo una maggiore e più efficace integrazione tra i servizi comunali e quelli di Asl o di altri enti.

E’ questa la linea indicata da Tursi oggi, in risposta a un’interrogazione immediata della consigliera comunale Pd, Cristina Lodi, già presidente della Commissione Welfare. per cui “oltre ad azioni immediate per la sicurezza, servono anche corrette risposte alle persone”.

“Dobbiamo dare una corretta comunicazione, affinché i cittadini abbiano chiari i servizi offerti – ha ribadito oggi in aula, l’assessore comunale Emanuela Fracassi – ma per certe situazioni, come quelle sul disagio minorile abbiamo bisogno di non essere soli, l’impegno è per una maggiore integrazione socio-sanitaria, chiederemo a Regione e Asl maggiore sostegno per le politiche di prevenzione e non più solo di riparazione”.

Per quanto riguarda le misure immediate, invece, Tursi riprenderà in mano le procedure di sicurezza del 2010 per farne eventualmente una riforma. Inoltre, sull’episodio avvenuto nei locali del municipio a Cornigliano, l’avvocatura del Comune avvierà un esposto al tribunale.

“Sono notizie rassicuranti – ha commentato Lodi – è necessario però nel contempo mantenere alta l’attenzione sul bilancio, per gli operatori è importante la protezione ma anche la possibilità di lavorare con le giuste risorse”.