Quantcast
Cronaca

Violenza sulle donne, a Genova piaga sempre in crescita: “Quanto costa il silenzio”

violenza donne

Genova. Sempre più feroce, drammatica, dilagante e intollerabile: è la violenza contro le donne, una barbarie che continua a perseguitarle, violandone il corpo, la mente, i diritti e strappando tragicamente sempre più vite alle vittime. Una violenza che ha costi sociali impressionanti: 2,3 miliardi all’anno quelli direttamente legati ai servizi sanitari, sociali, per la sicurezza delle vittime e ai giorni lavorativi non effettuati e una stima di 14,3 miliardi per mancata produttività. Sono i dati emersi dalla ricerca della onlus Intervita “Quanto costa il silenzio” presentati oggi nella sala consiliare della Provincia di Genova, che ospita e sostiene il workshop sulle strategie di contrasto alla violenza promosso da Intervita con l’obiettivo di raccogliere le riflessioni dei principali interlocutori delle aree sanitaria, sociale, della sicurezza e del lavoro sul territorio genovese per rilanciare a livello nazionale sollecitazioni e idee per rendere più efficace la lotta contro la violenza alle donne.

La Provincia “crede fortemente – ha detto Marta Guglielmi, dirigente che coordina per l’ente anche le pari opportunità – nell’idea centrale di questa giornata, ossia che finanziare iniziative a tutela delle donne sia una necessità e un investimento. Per questo sosteniamo dal 2007 la Rete Provinciale antiviolenza (che promuove iniziative contro la violenza alle donne e per l’uguaglianza dei generi) e dal 2008 il centro antiviolenza Mascherona (struttura pubblica per le vittime che opera avvalendosi delle associazioni) al quale si sono già rivolte 1.500 donne e circa 800 di loro sono state inserite in nuovi progetti di vita. Il numero delle vittime in cerca di aiuto è molto alto e a Genova continua ad aumentare: nel 2013 si sono rivolte al centro il 33,18% di donne in più rispetto al 2012. Ospitiamo oggi questa importante iniziativa quindi per ribadire a livello locale e nazionale l’importanza degli interventi di prevenzione della violenza attraverso la sensibilizzazione dei giovani nelle scuole, la promozione di comunicazione pubblicitaria e nei media rispettosa dei generi e il sostegno stabile dei centri antiviolenza, individuando requisiti standard per l’erogazione dei servizi e forme di accreditamento e qualificazione degli operatori e delle associazioni in questo ambito”.

La violenza e la discriminazione contro le donne costano moltissimo al Paese sotto molteplici aspetti: culturali, sociali, della perdita di opportunità e creatività. “Gli interventi di prevenzione devono quindi essere considerati anche investimenti a lungo termine perché riducono il costo della violenza ed incrementano la produttività, continuando a tenere alta l’attenzione di tutti gli operatori sulle situazioni più critiche esistenti”.