Cronaca

Via Monte Zovetto, lavori infiniti: interventi immediati per i residenti, a giugno decisione sul cantiere

Genova. Gli abitanti di via Monte Zovetto devono aspettare. Almeno fino a giugno, termine in cui sarà più chiaro il destino di Carena, la ditta che ha in appalto la costruzione dei box interrati che, fermi da due anni, stanno tenendo letteralmente imprigionati i residenti. E aspettare, si spera ancora poco tempo, che Carena risponda nell’immediato alle richieste dei cittadini e alleggerire così il carico di un cantiere infinito, per cui sono sono stati fatti sopralluoghi, commissione in loco, manifestazioni (solo una settimana fa) e poco o nulla è cambiato.

“Il Comune faccia una fideiussione per riasfaltare la via e ripristinare le condizioni essenziali”, hanno chiesto oggi in Aula Rossa, i consiglieri Gioia, Lauro, Rixi e Salemi. “Qui sembrano avere tutti ragione tranne cittadini – hanno sottolineato – dovevano ricevere parcheggi e non sono non li hanno avuti, ma hanno perso marciapiedi e hanno visto ledere il loro diritto alla tutela della salute”.

I mezzi di soccorso hanno evidenti difficoltà ad operare, le persone con difficoltà motorie non riescono ad accedere ai palazzi. Poi tubi del gas esterni, possibilità di frana verso il centro dello scavo, griglie scivolose. Il problema è più che sentito.

“La procedura fallimentare andrà per le lunghe – ha sottolineato il capogruppo Lega Nord, Edoardo Rixi – Carena non può pagare, ci deve essere un intervento del Comune per salvaguardare i cittadini e l’incolumità pubblica”.

“C’è molta confusione sotto il sole – ha risposto il vicesindaco Bernini – i posteggi vedono i Municipi tra i soggetti individuatori e promotori delle opere. Il Medio Levante all’epoca fu sostenitore di questo progetto, anche quando l’amministrazione genovese dubitava, esistono quindi precise responsabilità politiche”. Venendo poi all’oggi e agli spazi di manovra di Tursi “Il Comune non può fare ora lavori e mettere risorse a disposizione di un privato”, ha ricordato Bernini a proposito della paventata fideiussione. A giugno, invece, per Carena scadrà la possibilità di avere il cantiere. “Mi auguro anche per i suoi lavoratori che possa uscirne bene, ma se al contrario non trovasse chi rileva il cantiere, il Comune a quel punto potrà discutere di un’eventuale fideiussone. Farlo prima non sarebbe legittimo, anche per le attuali procedure concorsuali”.

L’unica mossa che Tursi può fare è intervenire “con massima fermezza su Carena per risolvere subito le piccole criticità. Abbiamo richiesto interventi immediati, ci hanno risposto che per 60 giorni le loro attività erano sospese – ha ricordato Bernini – con una ‘letterina di San Valentino’ gli uffici hanno intimato un’immediata relazione sulle opere messe in atto per la sicurezza rispetto all’attività di cantiere, non chiare fino a oggi”. Inoltre il Comune ha chiesto che siano “tempestivamente attivate le opere richieste dai cittadini, con impatto non economicamente rilevante, come lo spostamento dei new jersey, l’apertura di varchi e passaggi pedonali”. Il responsabile di Carena ha promesso.

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