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Università di Genova, crescono le immatricolazioni e diminuiscono gli abbandoni: via al nuovo anno accademico

Genova. Al via l’inaugurazione del nuovo anno accademico dell’Università di Genova. Un anno che si prospetta positivo, sia per i numeri che per la qualità del lavoro di studenti e personale. I dati registrati sono infatti incoraggianti, visto che le immatricolazioni sono in crescita del 3-4% e continuano a mantenersi bassi gli abbandoni e gli studenti fuoricorso.

Un altro fattore importante è rappresentato dagli studenti stranieri, sempre in crescita e dal numero di dottorandi, in aumento del 10-20%. “Prende il via un nuovo anno accademico in cui finalmente i docenti, i tecnici e gli studenti saranno meno ingabbiati da normative e adempimenti necessari per risolvere un delirio normativo nazionale e per l’attuazione dello statuto, la contabilità economica patrimoniale e il bilancio unico”, dichiara il rettore Giacomo Deferrari”.

Un anno difficile, quindi, quello appena trascorso, ma le cose sono destinate a cambiare. “Stiamo crescendo in tutti i sensi e le prospettive sono buone”, conclude il Magnifico rettore. Presenti anche il presidente della Regione Claudio Burlando, il sindaco Marco Doria e il dg dell’Ateneo Rosa Gatti.

“Dopo anni in cui si è pensato solo a come ridimensionare, è giunto il momento di pensare a un futuro inserito in un contesto internazionale e soprattutto europeo – dichiara Stefano Paleari, presidente Conferenza dei Rettori – Il contesto, in cui Paesi come l’Asia hanno università di grande livello e gli Stati Uniti riformano il proprio ristema, è sempre più competitivo e l’Italia non può perdere il treno”.

Negli ultimi 4 anni il nostro Paese ha perso il 15% dei ricercatori, che si sono trasferiti all’estero. “Abbiamo bisogno di fare un piano per i giovani perché abbiano la possitiblità di lavorare anche in Italia – conclude Paleari – occorre trovare un equilibrio tra chi va e chi viene. Il governo Letta quando ha preso la fiducia ha detto che entro il 31 marzo sarebbe stato varato un piano per l’università. Ora ci stiamo avvicinando a quella data e speriamo che la parola sia mantenuta”.