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Taarabt e Rami spingono il Milan al successo, la Sampdoria se la prende con Doveri

Stadio Luigi Ferraris. Gastaldello e De Silvestri sono squalificati. La sconfitta di Roma lascia in dote a Mihajlovic un paio di falle difficili da tappare. Contro il Milan, il tecnico blucerchiato deve fare di necessità virtù. Ed ecco quindi Regini che riscopre il ruolo di difensore centrale (al fianco di Mustafi), Fornasier che si cimenta in quello di terzino destro e Costa che torna titolare a sinistra. Difesa sperimentale, più collaudato il centrocampo con Palombo e Obiang alle spalle di Gabbiadini, Krsticic e Wszolek. Solo panchina per Maxi Lopez e Okaka, è Eder a partire dal primo minuto. Formazione rimaneggiata quella del Milan: non ci sono Abbiati, Balotelli e De Sciglio; solo panchina per Kakà. È il grande ex Pazzini, supportato da Saponara, Honda e Taarabt, il pericolo numero uno.

La Sampdoria comincia con piglio autoritario, tiene in mano le redini del gioco. Al 7’ la prima occasione con il cross di Gabbiadini che non trova la deviazione area di Wszolek per un soffio. Eppure sono i rossoneri, al 12’, a passare. Taarabt colpisce di testa (cross di Abate), Da Costa respinge come un principiante e concede una seconda occasione al marocchino che, con i piedi, non perdona l’incerto portiere brasiliano. I blucerchiati accusano il colpo, faticano nel trovare le giuste geometrie. Troppi i palloni mal gestiti da Obiang, troppe le incomprensioni tra i giocatori del reparto offensivo.

Al 25’ Gabbiadini riesce a innescare il mancino senza però riuscire a dare la potenza necessaria. Altrettanto debole, dall’altra parte, il tentativo di Honda. È invece potente, ma fuori bersaglio, il bolide di Muntari. Il Milan adesso spinge: Constant si libera sulla sinistra innescando Saponara che non trova il bersaglio. Il rpimo tempo si chiude con gli ospiti avanti di uno.

Wszolek rimane negli spogliatoi, Mihajlovic si gioca subito la carta Soriano. Il Doria sembra quello dei primi minuti di gara e dopo 180 secondi si affaccia dalle parti di Amelia con Palombo. Al 5’ è Krsticic ad avere la palla del pari tra i piedi: peccato opti per uno sciagurato passaggio a Gabbiadini (per altro in fuorigioco) invece che per il tiro. Velleitaria la conclusione dai 30 metri di Pazzini. Al 10’ scocca l’ora di Maxi Lopez, è Obiang a cedergli il posto. Con l’argentino prima punta arretrano sia Eder che Krsticic, ora al fianco di Palombo. Cambia anche Seedorf: fuori Saponara, dentro Poli.

Al 12’ il Milan chiude la partita. L’angolo a favore dei rossoneri è trasformato in oro da Rami che sfrutta lo scontro Pazzini-Da Costa (sembrano esserci gli estremi per annullare la rete) per schiaffare in rete il pallone dello 0-2. Il Doria non si arrende: Maxi Lopez inventa per Eder che a tu per tu con Amelia frana al suolo: per l’arbitro è tutto ok; lo è meno per i giocatori blucerchiati che chiedono a gran voce il calcio di rigore. La decisione non va giù a Maxi Lopez che continua a protestare. All’ennesimo fischio contrario alla Samp l’argentino evidentemente esagera e l’arbitro Doveri lo caccia.

Al 35’ Mihajlovic spende l’ultima sostituzione con Renan a rilevare Krsticic. Il nuovo entrato manda subito in porta Eder con un tiro-cross perfetto: decisivo e provvidenziale l’intervento di Amelia. Da Costa blocca una capocciata di Rami, Amelia devia in angolo il destro dal limite di Eder. Tre minuti di recupero, quindi il triplice fischio (e i fischi del Ferraris che si abbattono su Doveri) e il successo del Milan.