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Cronaca

Sciopero dell’autotrasporto, tir nel centro di Genova: “Persi oltre 500 posti di lavoro, non deve essere una guerra tra poveri”

Genova. Forte protesta questa mattina degli autotrasportatori genovesi. Il corteo dei tir è partito da lungomare Canepa per arrivare fino al cuore di Genova, via XX Settembre, dove accompagnati dal suono dei clacson i lavoratori hanno fatto sentire la propria voce. Le segreterie sindacali Fit Cisl, Filt Cgil e Uiltrasporti hanno anche incontrato il Prefetto per sottoporre al rappresentante del governo le ragioni della protesta.

“Ci opponiamo a questa forma di deregolamentazione che si potrebbe allargare anche ad altri settori. In pratica sono arrivati molti lavoratori dell’Est, che vengono a lavorare in Italia con la decurtazione sulla retribuzione e sulla parte contributiva – spiega Marco Gallo, Filt Cgil – per l’azienda i costi sono molto inferiori perché per un lavoratore dell’est spendono tra i 25 e i 28 mila euro all’anno, mentre per noi italiani dai 40 ai 45 mila. Ma questa non deve essere una guerra tra poveri”.

Una situazione grave, che dal 2013 fini a oggi, soltanto a Genova, ha portato alla perdita di 500 o 600 posti di lavoro. La direttiva N 96/71/CE del Parlamento Europeo permette infatti la libera circolazione del personale e la libera prestazione di servizi da parte di società site in qualsiasi paese comunitario: in base a questo principio diverse agenzie e società estere propongono e vendono distacco o somministrazione di personale intracomunitario in tutti i settori.

“Con questa direttiva il problema è che alcuni paesi fanno concorrenza a livello europeo e invece dobbiamo avere tutti gli stessi costi e pagare le stesse imposte – dichiara Marco Odone, Uiltrasporti – altrimenti si crea il dumping sociale”. I sindacati chiedono l’intervento del Governo, investimenti in uomini e mezzi per far valere la normativa e anche per porre fine a questo deflusso di risorse economiche e di forza lavoro di cui l’Italia ha necessità per sperare in una possibile ripresa dell’economia.