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Cronaca

Sant’Egidio, non solo stranieri in balia della povertà: il 16% di chi chiede aiuto è genovese

Genova. Dal 2008 ad oggi la crisi è andata a solidificarsi e anche a Genova sono sempre di più le persone che non riescono ad arrivare a fine mese. “All’inizio della crisi quasi tutti si rivolgevano a noi solo a fine mese, mentre adesso accedono diverse volte e chiedono più cose – spiega Maurizio Scala della Comunità di Sant’Egidio – Inoltre, stiamo anche notando una frammentazione della crisi. Nel 2008, infatti, erano principalmente uomini marocchini e donne dell’Ecuador a chiedere aiuto, mentre oggi gli italiani sono saliti dall’1% al 16%. Poi si affacciano anche realtà nuove, cioè i senegalesi, e tornano gli albanesi”.

Una grave situazione che non accenna a placarsi, ma anzi si acuisce con il passare degli anni. “Putroppo diventa sempre più facile finire in mezzo alla strada – continua Scala – con la carenza di lavoro, infatti, bastano anche piccoli imprevisti per non riuscire ad arrivare alla fine del mese”. Basti pensare che il problema principale è quello di non riuscire più neppure a comprare il cibo.

“La gente ha difficoltà a comprare da mangiare ed è per questo che chiediamo alla cittadinanza di aiutarci nell’acquisto, anche e soprattutto attraverso le collette che faremo – prosegue il rappresentante della comunità – Poi ci sono  richieste di tipo sanitario, soprattutto per quanto riguarda i farmaci, visto che molti anziani non riescono a comprarli. Per fortuna, però, in questo senso riceviamo una grossa mano dai volontari e sono aumentate dell’85% le ore di accesso agli ambulatori gratuiti”.

Per arginare almeno in parte la crisi ci potrebbero essere varie soluzioni, ad esempio il reddito di cittadinanza. “Sarebbe una cosa ottima, ma il problema sono le risorse – conclude Scala – chiediamo quindi una buona politica, ma nel frattempo ci appelliamo anche alla cittadinanza”.

Fondamentale anche il progetto di collaborazione con Costa Crociere. “La spinta che ci ha mossi verso la Comunità di Sant’Egidio è che siamo parte integrante della città di Genova e che quindi dobbiamo contrubuire ad affrontare i problemi di natura pubblica, per mitigare la povertà e aiutare chi ha bisogno – spiega Michael Thamm, amministratore delegato Costa Crociere – E’ anche un modo per non chiudere gli occhi davanti alle dififcoltà e ridare quello che abbiamo avuto al pubblico, almeno in parte”.

Questi dati allarmanti sono emersi durante la presentazione della guida “Dove mangiare, dormire, lavarsi”, da anni punto di riferimento fondamentale per le persone in difficoltà.