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San Martino, sette morti sospette per il batterio killer

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Genova. Sono sette in tutto le morti sospette all’ospedale San Martino di Genova per klebsiella pneumoniae, un’infezione polmonare molto diffusa e particolarmente resistente agli antibiotici.

I primi due casi riguardando entrambi il reparto di urologia. Si tratta di due persone decedute entrambe il primo novembre 2013. Secondo le denunce presentate dai familiari di G. S. (di 76 anni) e di G. P. (di 47) si erano conosciuti in reparto, poi sono deceduti. Il sostituto procuratore Stefano Puppo ha disposto l’autopsia ma i risultati non sono ancora arrivati.

Il terzo e il quarto riguarda due pazienti morti il 31 gennaio. Si tratta di Salvatore B., 72 anni, e Federico D.che di anni ne aveva 86. Il primo nel reparto di Rianimazione, anche se in precedenza era stato ricoverato nella Cardiochirurgia del Monoblocco, dove, secondo quanto sostiene la moglie, sarebbe stato contagiato durante un intervento chirurgico subìto a novembre. Il secondo, noto commerciante di Rapallo, era stato sottoposto ad angiografia nel reparto di Chirurgia, poi era stato colpito da un ictus, e ricoverato in Neurologia, dove avrebbe contratto il batterio.

Gli ultimi tre casi sono di pochi giorni fa. Il 5 febbraio morire è Aldo D., 52 anni. La sorella ha presentato un esposto ai carabinieri, poi si è rivolta all’avvocato Raffaele Caruso e ha presentato un esposto spiegando di aver saputo dal personale medico che il fratello è stato contagiato dalla klebsiella.

Il 6 febbraio, nel reparto di Anestesia e Terapia Intensiva, a morire è Raffaele A., di 77 anni. Ricoverato per una gastroenterite acuta, secondo in base alla denuncia presentata dall’avvocato Franco Rossetti, sarebbe morto a causa di un’infezione polmonare. La stessa direzione ospedaliera ha comunicato il decesso e inviato la cartella clinica alla Procura.

Il giorno successivo, il 7 febbraio arriva un’ennesima segnalazione sempre da parte della direzione del “San Martino”. Il paziente deceduto è Bartolomeo S., 72 anni, che era ricoverato nel reparto di Chirurgia Oncologica. Anche in questo caso l’esposto presentato dalla famiglia dell’uomo, attraverso l’avvocato Fabio Taddei, parla di klebsiella contratta durante la degenza. In questi ultimi tre casi è stato il pm Giuseppe Longo a disporre l’autopsia, rinviando poi i fascicoli al collega Puppo che, a sua volta, ha affidato le indagini ai carabinieri del Nas, disponendo nel contempo una perizia medico-legale affinché si cerchi l’eventuale nesso tra infezione e decesso. Il fatto che le morti siano avvenute in differenti reparti complica il lavoro degli investigatori, che dovranno anche valutare, oltre le cause effettive dei decessi, il livello di tutela sanitaria dei pazienti all’interno del nosocomio.