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Cronaca

Sale gioco, la sentenza del Tar soddisfa Tursi: “Tra i primi in Italia, regolamento complessivamente legittimo”

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Genova. “Una buona sentenza, con richiamo alla Corte Costituzionale e alla Corte di Giustizia”. Così l’assessore Elena Fiorini ha commentato la decisione del Tar Liguria sul ricorso presentato dai gestori contro il regolamento sulle sale da gioco approvato dal Comune di Genova il 30 aprile scorso.

A Tursi prevale soddisfazione, la sentenza è di fatto una buona notizia. “I giudici dicono che l’iniziativa economica e libera concorrenza sono tutelate, ma che vanno sancite le esigenze di tutela delle fasce deboli e del territorio – spiega Fiorini – E’ solo il primo round, ma ci soddisfa pienamente”. Il Comune, dunque, ha vinto la sua prima battaglia. “E’ però una lotta che noi conduciamo non solo sul piano giudiziario, ma anche e soprattutto culturalmente. Siamo contenti, come Comune abbiano introdotto una disciplina normativa in materia, tra i primi in Italia, e crediamo di averlo fatto bene”.

Una sentenza “buona” e per diverse ragioni. “Sentenze che esaminano il fenomeno in maniera così estesa e così complete dal punto di vista della motivazione, credo di non averle ancora lette”, sottolinea Fiorini.

Nel merito viene giudicata la legittimità del regolamento genovese, ed è affermata, sulla base della normativa regionale, la piena competenza del Comune a emanare regole. “Era una delle grosse questioni in piedi – spiega ancora l’assessore – ma il regolamento è stato giudicato complessivamente legittimo”.

Rigettate infatti le censure dei gestori sull’aver introdotto il divieto di esercitare il gioco (non solo sale da gioco, slot e video lottery ma anche le così dette macchinette) vicino ai luoghi sensibili (300 metri). “Legittima anche l’estensione dei luoghi – aggiunge Fiorini – come stabilimenti balneari, parchi, verde pubblico attrezzato, perché frequentato dalle fasce deboli della popolazione”. Legittimo anche il divieto di pubblicità, il divieto di rendere noto precedenti vincite “perché potrebbe ingenerare convinzioni non fondate”, così come il divieto di richiamare una maggiore utenza al gioco d’azzardo e il divieto di locazione nei locali comunali. Inoltre la sentenza “con frasi chiarissime, sancisce la piena legittimità della potestà del Comune di intervenire sul territorio a tutela delle fasce deboli”.

C’è un punto su sui invece il regolamento è censurato, di carattere formale: gli orari si possono disciplinare, ma il Tar ritiene che non debba farlo il consiglio comunale, bensì il sindaco con lo strumento tecnico dell’ordinanza. “E’ una discrepanza facilmente risolvibile”, conclude Fiorini.
La sentenza decreta inoltre la non retroattività delle norme: non si possono cioè applicare a tutto il pregresso.

“Enorme soddisfazione. Il lavoro ben fatto ed il coraggio pagano, a volte!”, ha commentato in tempo reale su Facebook l’assessore Francesco Oddone, oggi a Roma per la vertenza Piaggio.