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Economia

Riparazioni navali, la rabbia dei lavoratori: “Non solo crisi, c’è chi manda le navi a Marsiglia. Speriamo nella Concordia”

Genova. I lavoratori della riparazioni navali del porto di Genova sono scesi in piazza con un corteo per dire no alla disdetta del contratto integrativo in vigore dal 1988. “Due giorni fa siamo stati in Confindustria e ci hanno comunicato l’intenzione di disdire il contratto integrativo – spiega Federico Pezzoli, Fiom Cgil – un colpo drammatico per un comportato che accomuna tutte le aziende, che sono 76 fra medie, grandi e piccole e che riguarda circa 1400 lavoratori”.

La rabbia si percepisce nell’aria. “E’ inutile che ci ripetano che c’è la crisi perché sono proprio i lavoratori ad essere i più esposti – prosegue – il premio che riceviamo è legato al numero di navi che entrano nei bacini, ovvero è previsto dalle 70 navi in su. Risultato sempre abbondantemente raggiunto e superato. Quest’anno, per la prima volta, ne sono entrate 56 e quindi ci aspettavamo che avrebbero levato qualcosa, ma non cancellato totalmente il premio”.

Gli animi sono caldi e pur non volendo entrare in polemica, il sindacalista sottolinea alcuni punti. “E’ vero che c’è la crisi, ma bisogna anche dire che alcuni industriali stanno dirottando le navi a Marsiglia – spiega ancora – non vogliano entrare in polemica, ma dire come stanno le cose e che per noi tutto questo è inaccettabile. Non torneremo indietro”.

Pezzoli parla anche di miopia di una parte dei datori lavoro. “La città di Genova, che sta vivendo una lenta e inesorabile deindustrializzazione, è impegnata nella sfida della Costa Concordia – conclude – attualmente nel porto vengono costruite, trasformate e riparate le navi, ma se la Concordia arrivasse a Genova, oltre a portare due anni di lavoro, consentirebbe di aprire una nuova specializzazione, ovvero il settore della demolizione”. Un nuova boccata di ossigeno per il porto e i suoi lavoratori, quindi. Una sfida in cui crede e spera tutto il settore delle riparazioni navali.