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Rifiuti: in Liguria produzione +14% rispetto alla media nazionale. Obiettivo 65% di differenziata nel 2020

mancanza differenziata via degola

Liguria. Valori più alti della media nazionale e purtroppo non è un dato che possa far sorridere. La Liguria ha infatti una elevata produzione pro capite di rifiuti con un +14% rispetto alla media nazionale ed è al 32% di raccolta differenziata, un dato ritenuto “assolutamente insufficiente”. E’ il quadro dipinto stamani dalla giunta della Regione Liguria.

Il consiglio regionale ha approvato la legge sugli Ato (Ambiti territoriali ottimali) che per quanto riguarda la gestione del ciclo dei rifiuti prevede un unico ambito regionale, articolato in aree omogenee all’interno delle quali i Comuni in forma associata possono svolgere il servizio di raccolta, trasporto e recupero, smaltimento dei rifiuti urbani, superando la frammentazione del modello attuale, in cui ogni singolo comune gestisce il ciclo.

L’alta produzione di rifiuti è dovuta anche al peso della presenza turistica, che nei 63 comuni costieri incide per il 30,3% nel calcolo degli “abitanti equivalenti” (492.157 abitanti di riferimento, 149.420 abitanti equivalenti turistici, per un totale di 641.577). Il Piano prevede al 2020 una diminuzione complessiva del 6% rispetto ai dati del 2012.

Per quanto riguarda la raccolta differenziata oggi in Liguria siamo al 32%, un dato “assolutamente insufficiente”. Il piano regionale si pone l’obiettivo di farla arrivare al 50% nel 2016 e al 65% nel 2020. Negli ultimi anni (dal 2008 al 2012) sono stati però riscontrati progressi significativi: i Comuni che differenziano meno del 25% sono scesi da 179 a 126. Quelli che hanno raggiunto almeno il 35% sono passati da 44 a 62. Quelli che hanno raggiunto almeno il 45% sono passati da 6 a 25. Infine i Comuni nella fascia tra 45% e 65% sono passati da 2 a 17, e 5 hanno superato il 65% (obiettivo del governo nazionale).

Grazie alla raccolta differenziata e al conseguente riciclaggio, e alla realizzazione di un sistema di nuovi impianti per il trattamento dei rifiuti, sarà gradualmente e drasticamente ridimensionato l’utilizzo delle discariche dove finirà solo la frazione inerte del ciclo, passando dalle attuali circa 500 mila tonnellate annue a poco più di 100 mila.

A Genova operano 5 discariche: Scarpino, Birra (a Busalla), Sestri Levante, Rio Marsiglia (a Uscio in Valfontanabuona), Malsapello (a Rezzoaglio in Val d’Aveto). Il Comune negli ultimi
10 anni ha previsto in una prima fase la realizzazione di un termovalorizzatore, in una seconda fase un gassificatore, ipotesi anch’essa superata. Il piano regionale ipotizza la realizzazione di impianti per il trattamento della frazione organica (digestione anaerobica e compostaggio) derivante da raccolta differenziata e trattamento. Per il rifiuto indifferenziato residuo il Comune ipotizza la realizzazione di un impianto di ulteriore recupero di materia o di un impianto per la produzione di Css.

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