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Economia

Recessione finita, Liguria fragile. Confindustria: “Danni come in guerra, risalita lenta e difficile”

ponteggi, cantiere edile, edilizia

Genova. “La recessione è finita ma l’Italia e la Liguria restano fragili e iniziano il 2014 con danni commisurati a quelli di una guerra. Il percorso di risalita sarà lento e difficile”.
Il quadro tracciato oggi dagli industriali genovesi fa intravedere “una inversione di rotta dell’economia” già dal secondo semestre 2013.

Secondo la relazione periodica di Confindustria Genova negli ultimi 6 mesi del 2013 il fatturato delle imprese genovesi ha segnato +2,1% con l’Italia e +1,9% con l’estero, -1,7% di ordini dall’Italia ma +5,6% dall’estero, -0,5% dei prezzi di vendita, +2,4% del costo del lavoro e -0,1% di occupati.
Ma dall’inizio della crisi il Pil nazionale e regionale è crollato del 9,1%, quello pro capite dell’ 11,5% e l’occupazione del 7,2%. In Liguria, come in Italia, resta “gravissima” la crisi dell’edilizia.

Nei primi 6 mesi del 2014 le stime sulla produzione industriale genovese indicano un fatturato in crescita del 2%, ordini +0,7%, esportazioni +1,9% ma occupazione ferma. “L’augurio – ha commentato Giuseppe Zampini, presidente di Confindustria Genova – è che il terzo trimestre 2014 possa consolidare la ripresa ma resta il problema dell’occupazione. Servirà almeno un anno e mezzo per avere numeri di nuovo positivi”.

I dati negativi della produzione, secondo il numero uno di Confindustria, sono una conseguenza della mancanza di politica industriale.
“Così non si può continuare, servono risposte urgenti dal Governo e dagli enti locali per rendere l’Italia attraente per le imprese, altrimenti c’e’ il rischio che di aree libere come saranno quelle dell’Ilva ne avremo molte”, ha sottolineato Zampini. “Per restare qui o attrarre nuove imprese – ha concluso – servono condizioni adeguate e il costo del lavoro non è l’unico parametro. Servono risposte anche su fisco, logistica, burocrazia. Il Governo deve agire rapidamente”.