Pioggia e lacrime per l'ultimo saluto a Pippo Spagnolo, il popolo del Genoa: "Sarà sempre con noi" - Genova 24

Pioggia e lacrime per l’ultimo saluto a Pippo Spagnolo, il popolo del Genoa: “Sarà sempre con noi”

Genova. Occhi lucidi e non per i fumogeni. “Era come un padre, un vero genoano”. Piove su Genova, piove su Piazza Alimonda, piove sul feretro rossoblù di Pippo. Le mani della Nord che si protendono per sostenerne la bara. L’acqua non è sufficiente per interrompere il penultimo viaggio di Luigi Spagnolo, per arrivare a salutare, sotto le bandiere listate a lutto, lo storico club di via Armenia 5r.

Genoa in lutto per la scomparsa di un simbolo. Tra la folla, volti noti a tutti o solo a chi è genoano da una vita e il tempo libero lo passa tra Pegli, Marassi e gli amici della curva.

“Pippo mi è rimasto nel cuore da quando sono arrivato qui nell’88 – spiega Marco Nappi. Era il guru di tutti i tifosi, una persona squisita. Un giorno arrivò a Pegli una lettera in cui io avrei denunciato che il Genoa non poteva far fare un provino ad un ragazzo sotto i 12 anni. Finì sotto accusa perché tutti pensavano l’avessi inviata io. Pippo intervenne, mi ha tranquillizzato e permise di chiarire tutta la vicenda”.

Non solo tifo, Pippo Spagnolo era un riferimento per un intero mondo. Tra la folla Beppe Sculli, capitan Marco Rossi, l’ex presidente Fossati e ancora il mito sul campo Tomáš Skuhravý (“E’ come se fosse mancato mio padre, era una persona eccezionale”).

L’altro mito, quello fuori dal terreno di gioco, è per l’ultima volta in mezzo al popolo. “Ho cominciato ad andare allo stadio a 3 anni – ricorda Dario Bianchi, tra i fondatori della Fossa dei Grifoni – e mi ricordo di lui. Era un genoano da battaglia, da strada. E’ nato genoanao e ha trasmesso a tutti noi la sua genoanità. Ci mancherà tanto, spero che da lassù dia una mano a raddrizzare questo calcio e questo Genoa”.

Dalla prossima volta il Genoa dovrà giocare senza Pippo Spagnolo. Non sarà facile.