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Politica

Pd, Lunardon nuovo segretario regionale: “Partito unito. Due ministri nel governo Renzi? Grande occasione per la Liguria”

Genova. “Sono contento. Finalmente è finita questa battaglia congressuale particolarmente dura. Ora pensiamo al Partito democratico della Liguria. Sarà una bella avventura e voglio farla insieme a tutti”. Giovanni Lunardon è il nuovo segretario regionale del Partito democratico della Liguria. Un risultato arrivato dopo una campagna elettorale combattuta, primarie sul filo di lana e un’assemblea durata oggi più a lungo del previsto. Qualcuno parla di un partito spaccato tra sostenitori di Lunardon e lo sconfitto Cavarra, suggestione respinta dal neosegretario che apre allo sfidante.

“Ho intenzione – spiega – di perseguire un disegno unitario nel governo del partito: naturalmente starà a me indicare modi e forme. Mi pare comunque che siamo stati in grado di fare una bella discussione e faremo un buon lavoro comune. Il Pd ha enormi potenzialità e energie. Compito del nuovo segretario sarà costruire una nuova classe dirigente e un nuovo progetto politico. Voglio intendere l’astenzione di Cavarra non come un segno di disimpegno, ma come un’apertura possibile per il futuro. Sarà mia cura non far cadere questa possibilità”.

“Avere al governo due ministri liguri ci fa onore. E’ la prima volta da moltissimo tempo, sarà nostra responsabilità sostenere il governo Renzi perché imprima una grande svolta nel Paese”.

Apertura arriva anche dall’altro grande contendente: “Una strada migliore dell’astensione – spiega il renziano Alessio Cavarra – non c’era. Abbiamo garantito il numero legale perché siamo responsabili. Ora sta a Lunardon condividere con noi questo percorso. Penso comunque che il partito non sia spezzato. Iniziamo da oggi un percorso su alcuni temi. Il primo tra tutti: un partito che cambi metodo di gestione, perché in questi anni è stato verticistico senza coinvolgere la base nelle scelte. Lunardon nel suo intervento non ne ha parlato, per questo abbiamo deciso di non sostenerlo”.

Molto più critico Stefano Gaggero, civatiano: “Se il metodo è questo, riunirsi in 6 e decidere per 250 con il presupposto di dover rappresentare 15mila iscritti, il risultato non può essere che deludente. Abbiamo cercato per una settimana – spiega Gaggero – di impostare un metodo trasparente e onesto e in una mattinata abbiamo assistito, tra Cavarra e Lunardon, ai soliti giochetti. Questo gioco delle parti non era quello ci saremmo aspettati e non era quello che si sarebbero aspettati gli elettori primarie”.