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Pd, Gaggero contro l’obolo delle primarie: “No al contributo di due euro per votare”

Genova. “No ai due euro di contributo per votare alle primarie del Pd”. Lo chiede Stefano Gaggero, candidato alla segreteria dei democratici liguri, al voto il prossimo 16 febbraio. “Per favorire la partecipazione in queste primarie fatte di pochi temi discussi in modo trasparente, senza confronti diretti e dove il problema maggiore sono i ‘piazzamenti’ e le ‘sponsorizzazioni’ a favore dei miei due concorrenti, il partito abbia almeno il buongusto di non far pagare agli elettori l’ennesimo obolo”.

“Visto che siamo già al terzo voto nel giro di 12 mesi – spiega Gaggero – il momento non è dei più semplici e non c’è bisogno che a ricordarcelo siano le primarie, sarebbe giusto non costringere a pagare chi sceglie con impegno e senso civico di esercitare un diritto, quello al voto: elettori magari delusi, magari scontenti, ma comunque partecipi”. “Inoltre – prosegue Gaggero – colgo l’occasione per invitare Giovanni Lunardon, che è il segretario facente funzione del PD ligure, a pubblicare finalmente online il resoconto economico delle ultime primarie nazionali, a quasi due mesi di distanza”.

“Se proprio non si può fare a meno di fissare questo contributo di due euro per le prossime primarie del 16 febbraio – aggiunge ancora Gaggero – sarebbe giusto raccogliere il ricavato e donarlo, assieme a quello delle precedenti, a un’amministrazione comunale che metta in campo una buona pratica di prevenzione del dissesto idrogeologico. Significherebbe dare un segnale e un contributo, per quanto piccolo, a una delle tante comunità che in Liguria affronta in questa fase una situazione difficile”. “Non si tratta di “fare un regalo”, non si tratta di un gesto di vuoto buonismo o peggio di demagogia – conclude Gaggero – semplicemente è pazzesco che si possa votare solo in seguito al versamento di un contributo, per piccolo che sia. Non vendiamo tappeti, il nostro compito è pensare a progetti e attuarli. E se il momento storico che attraversiamo è di difficoltà possiamo anche prenderne atto e comportarci di conseguenza. Magari ridando il giusto valore e la giusta destinazione alle cose, a partire dai due euro di contributo, che possiamo investire in senso costruttivo”.