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Politica

M5S, Becchi: “Si doveva fare pulizia prima, espulsione inevitabile”. E sulle Europee: “Si gioca tutto lì”

Genova. Prima le consultazioni, poi le espulsioni, e in prospettiva le Europee, “dove il Movimento si gioca tutto”. Paolo Becchi, al netto della scomunica di Grillo via Twitter “non ci rappresenta” di due settimane fa, torna a parlare di 5 Stelle, da “analista politico”, a margine di un incontro a Genova sull’Europa.

Immancabile, nei giorni del “caos pentastellato”, l’incalzare sull’argomento del giorno: la cacciata dei quattro senatori dissidenti, e le defezioni a ruota di altri parlamentari che non hanno condiviso la linea ortodossa, evidenziando una frattura sempre più netta tra Camera e Senato.

“Le fuoriuscite saranno limitate a qualche senatore e deputato – commenta Becchi – il problema è che non si crei nell’opinione pubblica l’immagine errata, data dagli organi d’informazione e dalla stampa, per cui basta criticare il capo e si è cacciati a calci”. Una falsità, sottolinea Becchi. “Si è frainteso, invece, che l’azione compiuta da Beppe, che è garante, è stata appunto quella di garantire il programma politico del Movimento”.

In poche parole: sul merito delle espulsioni “niente da dire”, ma, forse, sul metodo “si potrebbe discutere”. Semplicemente “una parte di persone elette in parlamento, e lo si è capito subito, non rappresentavano gli ideali del Movimento”. Il “tutti a casa”, né alleanze con la destra, né con la sinistra. Motivo per cui “abbiamo preso 9 milioni di voti – sottolinea e ribadisce il professore – alcuni rappresentanti non hanno capito questo: nessun dialogo con Berlusconi, Bersani, Letta, o Renzi”.

Ed è qui che secondo l’analista, i nodi sono venuti al pettine. “Sul merito niente da dire, sul metodo forse si potrebbe discutere, ma questa decisione era da prendere molto tempo prima, quando c’è stata l’espulsione della Gambaro, a quel punto si doveva fare pulizia interna, evitando lo stillicidio degli ultimi mesi, ma comunque era inevitabile”.

Come era inevitabile, a dire di Becchi, l’esito delle consultazioni via streaming tra Grillo e Renzi, su cui la base dei grillini tramite referendum in rete, aveva dato parere positivo. “Hanno detto sì alla consultazione, ma non voleva dire andare a trattare – è l’interpretazione di Becchi – quanto semplicemente presentarsi. Così è stato, Beppe è andato lì e ha preso in giro Renzi. Lo avrei fatto anche io, magari lasciandolo parlare, ma era chiaro che Grillo si comportasse così: non bisognava lasciar spazio in nessun modo all’idea di un eventuale accordo, il contrario dell’ideale del Movimento, utopia o non realizzabile che sia”, spiega ancora.

E il futuro, ora, dopo il caos degli ultimi giorni? “Lo vedremo dopo il 25 maggio, si gioca tutto lì. Non sono il mago Otelma, sono un’analista dei fatti politici, o il Movimento, come mi auguro, tiene e ha successo, o bisognerà ripensare al significato stesso del Movimento”.

Nel mezzo le europee, con i 5 Stelle “parte integrante del progetto euroscettico”. “Come già successo in Italia, anche in Europa si creerà il terzo polo, tra due calvi con il pettine, popolari e socialisti”. Anche in questo caso, nonostante le polemiche per le parlamentarie, i candidati saranno scelti in rete. “Mi auguro con una selezione più accurata, ma sarà anche più semplice, dato il numero minore di candidati”, conclude Becchi.